Libano

Il vino in Libano ha una tradizione antichissima, tanto da essere commercializzato dai Fenici fin dal 1200 a.C. Dal 1916 al 1943 il Libano è stato un protettorato francese e questo ha influenzato molto la viticoltura. La produzione che nasce da un vigneto di circa 4000 ettari si aggira intorno ai 50.000 ettolitri di vino, il cui 70 % composto da vini rossi. Le tecniche enologiche e gli stili produttivi sono molto vari: ci sono aziende che seguono una filosofia tradizionale e l’impiego  di botti grandi con la produzione di vini non di eccelsa qualità, altre aziende applicano strategie più moderne con passaggio in barrique.

L’enologia libanese non offre una scelta molto ampia, ma permette di realizzare gradevoli abbinamenti con la cucina di terra delle zone interne e con quella di mare sulla costa. La cucina libanese è caratterizzata da una perfetta fusione di elementi turchi e arabi, con cumino, coriandolo e zenzero su una forte base francese. Gli ingredienti principali sono le verdure, la frutta, i cereali, le nocciole e i legumi.

In breve…

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Clima = molto caldo (condiziona negativamente la viticoltura di qualità, che diventa possibile solo sui pendii della Valle della Bekaa anche oltre i 1000 mt caratterizzata da notti fresche e sufficienti piogge)

Terreno = roccioso e ricco di ghiaia con una grande ritenzione idrica. In alcune zone ricco di calcare e ferro.

Viticoltura = sistema di allevamento più diffuso gobelet (alberello a vaso con ceppo di 20 cm e 3/4 branche ognuno portante diversi speroni, sistema ottimale per sfruttare i pendii)

Vitigni chiave = bacca nera: cabernet sauvignon, merlot, cinsaut, carignan, grenache, syrah, mourvédre; bacca bianca: chardonnay, obaideh, merwah

Zone chiave = Valle della Bekaa (circa 10 cantine). Chateau Musar a nord di Beirut (fondata nel 1930 da Gaston Hochar) che produce vini importanti di stile internazionale il cui 80 % della produzione è esportato. Cabernet sauvignon e cinsaut danno blend che richiedono un lungo invecchiamento in bottiglia per sviluppare un grande potenziale evolutivo ed esprimono profumi di confettura di ciliegia, humus, cacciagione e legno di sandalo. Chateau Musar bianco (con vitigni autoctoni obaideh e merwah) famoso vino con sentori di burro, resina, limone, cera morbido e molto persistente.

Alcuni abbinamenti:

Il kibbeh (polpette di manzo e agnello al profumo di menta) si può abbinare al pregiato Chateau Musar rosso. Il siyyadiyeh (crostacei gratinati, pesci arrosto, riso e spezie con salse piccanti) si abbina ad un morbido Chardonnay della Valle della Bekaa. Il shish taouk (carni bianche marinate in olio, prezzemolo e sumac cotte alla griglia) si abbina ad un vino arcaico elaborato dai vitigni autoctoni obaideh e merwah. Il tabouleh (insalata a base di burghul, una specie di cous cous con cetrioli, cipolle e peperoni con menta, limone e pepe rosa) si abbina ad un delicato sauvignon sempre della Valle della Bekaa.

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