{"id":28849,"date":"2021-04-13T00:47:46","date_gmt":"2021-04-12T23:47:46","guid":{"rendered":"https:\/\/perlagesuite.com\/?p=28849"},"modified":"2022-10-01T18:46:11","modified_gmt":"2022-10-01T17:46:11","slug":"dal-cacao-al-cioccolato-vino-vermuth-o-distillato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/perlagesuite.com\/en\/dal-cacao-al-cioccolato-vino-vermuth-o-distillato\/","title":{"rendered":"From cocoa to chocolate: wine, vermouth or distillate?"},"content":{"rendered":"\n[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;4.9.3&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221;][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.9.3&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.9.3&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.9.3&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221;]<p style=\"text-align: justify;\">Per l&#8217;esame di <strong>Ecologia e Sostenibilit\u00e0<\/strong>, dove ho preso un bellissimo 30 il 31 marzo, ho preparato una tesina dedicata al <strong>cacao<\/strong> e all&#8217;abbinamento con vino, vermuth o distillato. Questo elaborato vuole analizzare il cacao dalla sua storia alla sua diffusione, dai suoi effetti alla sua produzione fino a uno dei suoi prodotti per eccellenza: il <strong>cioccolato<\/strong>.<\/p>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.9.3&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_2_font=&#8221;Delius Unicase|700|||||||&#8221; header_2_font_size=&#8221;20px&#8221;]<h2>1. Cacao: una lunghissima storia<\/h2>\n<h3>1.1 Le origini: Maja e Atzechi<\/h3>\n<div class=\"page\" title=\"Page 2\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Le ricostruzioni storiche hanno collocato i Maya come primi scopritori e coltivatori della pianta del cacao intorno al 1000 a.C. Secondo una leggenda azteca questa preziosa pianta venne donata dal dio Quetzalcoatl per alleviare gli esseri umani dalla fatica. Per gli aztechi erano un bene di lusso in quanto la pianta non cresceva nei loro territori e dovevano essere importati. Questo ci fornisce un\u2019ulteriore conferma di come le propriet\u00e0 del cacao e i suoi e<\/span><span>ff<\/span><span>etti sugli uomini fossero in parte noti <\/span><span>fi<\/span><span>n da questi antichissimi popoli.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>I semi erano contemporaneamente un simbolo di prosperit\u00e0 nei riti religiosi, una medicina capace di guarire le malattia della mente e del corpo e la base del sistema monetario. Con 3 semi di cacao si poteva comprare un uovo di tacchino e con 100 semi una canoa o un mantello di cotone. I semi erano cos\u00ec preziosi che venivano spesso contra<\/span><span>ff<\/span><span>atti riempiendo gusci vuoti col fango. Il consumo del cacao era una prerogativa dei ceti alti (nobili, guerrieri e sacerdoti), e rappresentava uno dei cardini della cucina azteca.<\/span><\/p>\n<div class=\"page\" title=\"Page 3\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Inizialmente il cacao si chiamava kakawa, una parola di origine proto amerinda che \u00e8 stata sostituita Amygdalae pecuniariae (mandorla di denaro) e in<\/span><span>fi<\/span><span>ne dal termine scienti<\/span><span>fi<\/span><span>co \u201ctheobroma cacao\u201d (cibo degli dei) coniata da Carlo Linneo nel XVIII sec. Questo nome fu scelto proprio per le numerose propriet\u00e0 attribuite al cacao <\/span><span>fi<\/span><span>n dagli antichi popoli dell&#8217;America centrale.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.9.3&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_2_font=&#8221;Delius Unicase|700|||||||&#8221; header_2_font_size=&#8221;20px&#8221;]<h3>1.2 L&#8217;arrivo del cacao nel vecchio continente<\/h3>\n<div class=\"page\" title=\"Page 3\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Il cacao arriv\u00f2 in Europa dopo la scoperta dell\u2019America, intorno al 1500. Si narra che il primo ad assaggiarlo fu proprio Cristoforo Colombo dopo averlo ricevuto in dono nel 1502 al largo delle coste dell\u2019Honduras. Lo port\u00f2 in dono a Ferdinando ed Isabella di Spagna, ma tutti snobbarono questo cibo probabilmente perch\u00e8 troppo amaro e quindi poco incline ai gusti dell\u2019epoca.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Solo nel 1528 con Hern\u00e0n Cort\u00e9s, si ebbe un introduzione pi\u00f9 di<\/span><span>ff<\/span><span>usa del cacao in Europa quando port\u00f2 in Spagna alcuni semi di cacao, recandoli in dono a Carlo V.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Le prime fonti scritte per\u00f2 risalgono solo al 1544 quando una rappresentanza di nobili Maya furono condotti in visita a Filippo di Spagna portando molti doni dal Nuovo Mondo, tra cui una bevanda scura e densa chiamata xocoatl elaborata proprio dai semi del cacao. La bevanda fu un successo solo dopo l\u2019aggiunta di zucchero e spezie, tra la cannella e la vaniglia. Nel 1585 cominci\u00f2 il commercio transoceanico del cacao, da Veracruz a Siviglia.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.9.3&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_2_font=&#8221;Delius Unicase|700|||||||&#8221; header_2_font_size=&#8221;20px&#8221;]<h3>1.3 Il contributo Italiano<\/h3>\n<div class=\"page\" title=\"Page 3\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<div class=\"page\" title=\"Page 3\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Il cioccolato, pur rimanendo, un\u2019esclusiva della Spagna per tutto il 1500, sbarca a Modica in Sicilia, allora un protettorato spagnolo. Qui viene importata la maniera azteca di produrre il cioccolato solido chiamato xocoatl, che si otteneva tritando i semi di cacao su una pietra chiamata metate. Da qui nasce il famoso cioccolato di Modica.<\/span><\/p>\n<div class=\"page\" title=\"Page 4\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>La produzione <\/span><span>davvero <\/span><span>italiana di cioccolato comincia agli albori del 1600 a Firenze e Venezia, allora chiamata proprio citt\u00e0 dei dolciumi e ricco teatro di golosit\u00e0 e bevande corroboranti. Nel 1678 Antonio Ari ottiene dai Savoia il permesso di vendere la cioccolata in \u201cbevanda\u201d. Nel 1802 il genovese Bozelli costruisce una macchina per ra<\/span><span>ffi<\/span><span>nare la pasta di cacao. Alla scuola torinese di cioccolato si forma Francois-Luis Cailler che nel 1819 fonda la prima fabbrica svizzera di cioccolato a Vevey. Nel 1865 a Torino, Ca<\/span><span>ff<\/span><span>arel mescola cacao e nocciole producendo il cioccolato gianduia.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.9.3&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_2_font=&#8221;Delius Unicase|700|||||||&#8221; header_2_font_size=&#8221;20px&#8221;]<h2>2. La pianta del cacao<\/h2>\n<div class=\"page\" title=\"Page 3\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<div class=\"page\" title=\"Page 3\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<div class=\"page\" title=\"Page 4\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Il cacao &#8211; Theobroma (che signi<\/span><span>fi<\/span><span>ca \u201ccibo degli dei\u201d) &#8211; \u00e8 una pianta appartenente alla famiglia delle Sterculiaceae originaria dell\u2019America Meridionale. Questo albero sempreverde pu\u00f2 raggiungere i 10 metri di altezza. Le <\/span><span>foglie <\/span><span>ovali sono collegate a un picciolo che presenta un\u2019articolazione capace di orientarsi a seconda dell\u2019intensit\u00e0 luminosa. I <\/span><span>fi<\/span><span>ori<\/span><span>, che possono essere di colore bianco, verde o rosa, sono raggruppati in mazzetti che spuntano o sul tronco o sui rami adulti.<\/span><\/p>\n<div class=\"page\" title=\"Page 4\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Il <\/span><span>frutto <\/span><span>ha una forma allungata ed \u00e8 di colore giallo-verde, mentre a maturit\u00e0 si colora di marrone. Pu\u00f2 pesare da 300g a 1 kg e contenere <\/span><span>fi<\/span><span>no a 40 semi (fave) immersi in una specie di gelatina chiara ricca di zuccheri. I <\/span><span>semi <\/span><span>sono ovali e piatti, a forma di mandorla e di colore bruno-violaceo.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>[\/et_pb_text][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/perlagesuite.com\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/semi-cacao.jpg&#8221; alt=&#8221;semi cacao&#8221; title_text=&#8221;semi-cacao&#8221; _builder_version=&#8221;4.9.3&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221;][\/et_pb_image][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.9.3&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_2_font=&#8221;Delius Unicase|700|||||||&#8221; header_2_font_size=&#8221;20px&#8221;]<h2>3. La coltivazione e la diffusione della pianta del cacao<\/h2>\n<div class=\"page\" title=\"Page 3\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<div class=\"page\" title=\"Page 3\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<div class=\"page\" title=\"Page 4\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<div class=\"page\" title=\"Page 4\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>La coltivazione del cacao \u00e8 molto costosa, partendo dalle elevate spese per un impianto che diventa produttivo solo dal quinto anno. La frutti<\/span><span>fi<\/span><span>cazione, continua durante l\u2019anno, dura circa trent\u2019anni e ogni albero produce mediamente 1-2 kg di semi secchi.<\/span><\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><span>3.1 La diffusione del cacao nel mondo<\/span><\/h3>\n<div class=\"page\" title=\"Page 4\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Il cacao viene coltivato tra il 20\u00b0 parallelo nord e il 20\u00b0 parallelo sud. In particolare viene coltivato in America centrale e meridionale, Asia e Africa. In totale sono coltivati poco meno di 70.000 kmq di cacao in tutto il mondo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Il cacao americano pi\u00f9 pregiato viene coltivato in Messico, Brasile, Colombia, Ecuador e Venezuela. Il cacao asiatico pi\u00f9 pregiato viene coltivato in Sri Lanka e Indonesia. Il cacao africano pi\u00f9 pregiato viene coltivato in Ghana, Camerun, Nigeria, Costa d\u2019Avorio e Madagascar.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>[\/et_pb_text][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/perlagesuite.com\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/produzione-cacao.jpg&#8221; alt=&#8221;produzione cacao&#8221; title_text=&#8221;produzione-cacao&#8221; _builder_version=&#8221;4.9.3&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221;][\/et_pb_image][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.9.3&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_2_font=&#8221;Delius Unicase|700|||||||&#8221; header_2_font_size=&#8221;20px&#8221;]<div class=\"page\" title=\"Page 3\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<div class=\"page\" title=\"Page 3\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<div class=\"page\" title=\"Page 4\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<div class=\"page\" title=\"Page 4\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><span>3.2 La diffusione del cacao in Italia<\/span><\/h3>\n<div class=\"page\" title=\"Page 4\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<div class=\"page\" title=\"Page 5\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Il cacao non pu\u00f2 essere coltivato in Italia senza essere inserito all\u2019interno di una serra tropicale con un clima caldo-umido. Per creare una serra tropicale adatta alla coltivazione del cacao bisogna tenere una temperatura di circa 25\u00b0C con un\u2019umidit\u00e0 molto alta, di almeno il 70%.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>La temperatura non deve mai scendere sotto i 18\u00b0C per non mandare in so<\/span><span>ff<\/span><span>erenza i frutti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>La luce deve essere intensa, ma indiretta. Essendo alberi che allo stato selvatico si presentano con un\u2019altezza tra i 5 e i 10 metri, vengono riparati da quelli pi\u00f9 alti. Per favorire la frutti<\/span><span>fi<\/span><span>cazione si pu\u00f2 utilizzare uno spettro luminoso tra i 2.700 e i 3.500K, mentre per favorire la robustezza delle parti vegetali \u00e8 consigliabile una luce di 6.500K (sono acquario<\/span><span>fi<\/span><span>la e orchido<\/span><span>fi<\/span><span>la).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>La pianta del cacao necessit\u00e0 di bagnature abbondanti e regolari, possibilmente quotidiane. Anche con questi accorgimenti \u00e8 quasi impossibile portare la pianta alla frutti<\/span><span>fi<\/span><span>cazione.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.9.3&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_2_font=&#8221;Delius Unicase|700|||||||&#8221; header_2_font_size=&#8221;20px&#8221;]<div class=\"page\" title=\"Page 3\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<div class=\"page\" title=\"Page 3\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<div class=\"page\" title=\"Page 4\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<div class=\"page\" title=\"Page 4\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<h2 style=\"text-align: justify;\">4. La classificazione del cacao<\/h2>\n<div class=\"page\" title=\"Page 5\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Ci sono circa 1300 tipi di cacao classi<\/span><span>fi<\/span><span>cati, ma non c\u2019\u00e8 una classi<\/span><span>fi<\/span><span>cazione universale come accade ad esempio per i vitigni nel mondo del vino, anzi ogni Paese ha sempre adottato una sua classi<\/span><span>fi<\/span><span>cazione. Oggi si stanno facendo importanti sforzi per uniformare tutte le varie catalogazioni per creare un sistema unico.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>La classi<\/span><span>fi<\/span><span>cazione classica del cacao \u00e8 sempre stata questa:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span>CACAO CRIOLLO <\/span><span>= \u201cIndigeno\u201d, \u00e8 originario del Messico. Ha semi tondeggianti bianchi che danno una polvere <\/span><span>fi<\/span><span>nissima, molto aromatica e poco amara. \u00c8 delicato e sensibile alle intemperie e poco produttivo. \u00c8 molto pregiato (circa il 10% della produzione mondiale, solo\u00a0<\/span>per produrre cioccolate di alto pregio).<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">CACAO FORASTERO = \u201cStraniero\u201d, \u00e8 originario dell\u2019Africa occidentale e del Brasile. Ha semi piatti violetti che danno una polvere con un aroma forte, aspro e amaro. Essendo robusto e ad alta produttivit\u00e0 \u00e8 molto diffuso (circa l\u201980% della produzione mondiale).<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span>CACAO TRINITARIO <\/span><span>= \u201cIncrocio\u201d, \u00e8 originario dello Sri Lanka e dell\u2019Indonesia. \u00c8 una via di mezzo tra i due precedenti, con un\u2019aroma <\/span><span>fi<\/span><span>ne e un gusto di burro di cacao.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<div class=\"page\" title=\"Page 6\">\n<div class=\"section\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.9.3&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221;]<div class=\"page\" title=\"Page 6\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Poi nel 2008 il genetista venezuelano Juan C. Motamayor ha pubblicato \u201cGeographic and genetic population di<\/span><span>ff<\/span><span>erentiation of the Amazonian chocolate tree\u201d e tutto \u00e8 cambiato. In questo libro, partendo da un\u2019analisi genetica accuratissima, si \u00e8 stabilito come il cacao sia nato in Per\u00f9 nell\u2019area del <\/span><span>fi<\/span><span>ume Mara\u00f1\u00f3n e come si sia di<\/span><span>ff<\/span><span>uso nel sud America attraverso il <\/span><span>fi<\/span><span>umi dell\u2019Amazzonia. Da qui Motamayor ha mappato le famiglie genetiche del cacao proponendo una nuova classi<\/span><span>fi<\/span><span>cazione elaborata in base alla biodiversit\u00e0 divisa in 10 variet\u00e0 principali da cui derivano le cultivar attuali:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span>AMELONADO<\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span>CONTAMANA<\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span>CRIOLLO<\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span>CURARAY<\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span>GUIANA<\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span>IQUITOS<\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span>MARA\u00d1ON<\/span><span>\u2022<\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span>MARA\u00d1ON <\/span><span>\u2022 <\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span>NACIONAL <\/span><span>\u2022 <\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span>NANAY<\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span><\/span><span>PUR\u00daS<\/span><br \/><br \/>\n<div class=\"page\" title=\"Page 6\">\n<div class=\"section\"><\/div>\n<\/div>\n<\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.9.3&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_2_font=&#8221;Delius Unicase|700|||||||&#8221; header_2_font_size=&#8221;20px&#8221;]<div class=\"page\" title=\"Page 6\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<h2><span>5. La produzione del cacao<\/span><\/h2>\n<ol>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span><\/span><strong>RACCOLTA <\/strong><span>= La Cabossa \u00e8 il frutto dell\u2019albero del cacao. Questa grossa bacca (\u00e8 lunga mediamente circa 25 cm, ha un diametro di circa 10 cm e pesa circa mezzo kg) dalla forma allungata ha una buccia (verde se acerba, arancione se matura) rugosa dura come il cuoio, \u00e8 attaccata ai rami con un picciolo e contiene, nascoste in una polpa bianca, circa 40 fave di cacao.<\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>FERMENTAZIONE DELLE FAVE<\/strong> = Polpa e semi si fanno fermentare 3-7 giorni a una temperatura di circa 45\u00b0C. Durante la fermentazione la polpa si scioglie completamente e viene eliminata. La fermentazione inattiva il seme che non rischia pi\u00f9 di germogliare. In questa fase si elimina ogni sapore sgradevole e l\u2019acido acetico e nascono i precursori d\u2019aroma.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>ESSICCAMENTO<\/strong> = In questo modo si blocca la fermentazione e si riduce il contenuto di umidit\u00e0. L\u2019acqua passa dal 60% al 6% e il colore diventa marrone scuro. Ci sono due tipi di essiccazione: A. <strong>Al sole<\/strong> = Essiccazione lenta che dura tra i 15 e i 20 giorni e da cui si ottiene un cacao di qualit\u00e0 superiore. Durante questa fase i semi vanno protetti sia dall\u2019umidit\u00e0 (che produrrebbe muffe) sia dalle piogge. I semi di cacao che si rovinano formano il burro di cacao utilizzato nei cosmetici. B. <strong>Artificiale<\/strong> = Essiccazione rapida che dura meno di 7 giorni e da cui si ottiene un cacao di qualit\u00e0 inferiore.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>CERNITA E PULIZIA<\/strong> = Viene fatta manualmente facendo scivolare su un tavolo vibrante le fave. Ogni fava che presenta un\u2019anomalia viene eliminata.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>TORREFAZIONE<\/strong> = Questa fase dura tra i 60 e i 120 minuti. con aria calda, a temperatura tra i 115\u00b0C e i 135\u00b0C. \u00c8 la fase fondamentale in cui si formano gli aromi migliori. In questa fase si migliora la macinabilit\u00e0, si rendono i gusci facilmente rimovibili e si ottiene la sicurezza batterica.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>ROTTURA DELLE FAVE ED ELIMINAZIONE DEI GUSCI<\/strong> = Le fave vengono rotte a caldo a una temperatura di 60-80\u00b0C e i gusci separati dalla granella.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>ESSICCAMENTO DELLE MANDORLE<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>MACINAZIONE<\/strong> = Durante questa fase le fave si fondono in una pasta fluida. Questo perch\u00e9 la fava \u00e8 composta tra il 50 e il 60% di burro di cacao che, riscaldandosi per l\u2019azione meccanica, fluidifica e forma la pasta di cacao.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>MISCELAZIONE<\/strong> = A seconda del tipo di cioccolato la pasta di cacao viene miscelata con: Cioccolato fondente (Composto da polvere di cacao, burro di cacao, zucchero e vaniglia); Cioccolato al latte (Composto da polvere di cacao, burro di cacao, zucchero, latte scremato o in polvere, vaniglia); Cioccolato bianco (Composto da burro di cacao, zucchero, latte scremato o in polvere, vaniglia).<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>RAFFINAZIONE O CONCAGGIO<\/strong> = la miscela viene mescolata in delle conche\/impastatrici per tempi molto lunghi a temperatura controllata compresa tra 45\u00b0C e 75\u00b0C. Pi\u00f9 la temperatura \u00e8 bassa meglio \u00e8! La temperatura deve essere appena sufficiente a mantenere fluida la miscela. In questa fase l\u2019obiettivo \u00e8 rompere i grumi degli ingredienti fino a portarli a una dimensione impercettibile per la lingua e ossidare i tannini. Pi\u00f9 il cioccolato \u00e8 pregiato pi\u00f9 il concaggio dura a lungo, almeno 7\/10 giorni, e il cioccolato diventa plastico.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>TEMPERAGGIO<\/strong> = Il burro di cacao tende a cristallizzare in modo polimorfo e irregolare e per questo la massa fusa deve essere raffreddata il pi\u00f9 lentamente possibile per farla cristallizzare correttamente (il cioccolato si deve spezzare ma anche sciogliere). Il cioccolato deve essere portato da 45\u00b0C a 27\u00b0C, poi riscaldata a 31\u00b0C per il cioccolato fondente e a 29\u00b0C per il cioccolato al latte.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>MODELLAGGIO<\/strong> = il cioccolato viene versato in stampi che sono mantenuti in leggera vibrazione per evitare la formazione di bolle d\u2019aria<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>CONFEZIONAMENTO<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<div class=\"page\" title=\"Page 7\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Il cioccolato deve essere lucido, senza macchie, deve sciogliersi rapidamente e avere una sabbiosit\u00e0 quasi impercettibile. In bocca deve entrare dolce, ma alla dolcezza deve subentrare immediatamente l\u2019acidit\u00e0 e poi la tendenza amara.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>[\/et_pb_text][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/perlagesuite.com\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/cacao-cioccolato-muffin.jpg&#8221; alt=&#8221;cacao muffin cioccolata&#8221; title_text=&#8221;cacao-cioccolato-muffin&#8221; _builder_version=&#8221;4.9.3&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; box_shadow_style=&#8221;preset3&#8243;][\/et_pb_image][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.9.3&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_2_font=&#8221;Delius Unicase|700|||||||&#8221; header_2_font_size=&#8221;20px&#8221;]<h2>6. Gli effetti del cacao<\/h2>\n<div class=\"page\" title=\"Page 8\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Il cacao contiene teobromina <\/span><span>(alcaloide vasodilatatore e cardiotonico), <\/span><span>ca<\/span><span>ff<\/span><span>eina <\/span><span>(alcaloide che migliora la concentrazione, l\u2019eccitabilit\u00e0, i ri<\/span><span>fl<\/span><span>essi e ha anche una funzione analgesica), la <\/span><span>teo<\/span><span>fi<\/span><span>llina <\/span><span>(alcaloide utilizzato anche nel trattamento delle malattie respiratorie), <\/span><span>feniletilamina <\/span><span>(alcaloide e neurotrasmettitore ritenuto responsabile dell\u2019innamoramento e chiamato anche \u201cormone della felicit\u00e0\u201d) <\/span><span>anandamide <\/span><span>(deriva dal sanscrito \u201cananda\u201d che signi<\/span><span>fi<\/span><span>ca beatitudine ed \u00e8 un neurotrasmettitore endocannabinoide in grado di in<\/span><span>fl<\/span><span>uenzare il nostro umore calmandoci e rilassandoci) che sono sostanze nervine che stimolano il sistema nervoso, favoriscono l\u2019attenzione e la concentrazione e limitano la stanchezza. Io amo il cioccolato e ne sono assolutamente dipendente.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.9.3&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_2_font=&#8221;Delius Unicase|700|||||||&#8221; header_2_font_size=&#8221;20px&#8221;]<h2>7. Gli utilizzi del cacao<\/h2>\n<div class=\"page\" title=\"Page 8\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<div class=\"page\" title=\"Page 8\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Il cacao viene utilizzato per uso alimentare. La buccia, che deriva dalla torrefazione del cacao nel processo di produzione della cioccolata, viene utilizzata per produrre pacciame o come concime organico a lenta cessione. Inoltre drena il terreno e \u00e8 un biocida antiparassitario che allontana le lumache.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.9.3&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_2_font=&#8221;Delius Unicase|700|||||||&#8221; header_2_font_size=&#8221;20px&#8221;]<h2>8. Il cacao Per la produzione di cioccolato: Tipi di cioccolato e abbinamenti<\/h2>\n<div class=\"page\" title=\"Page 8\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<div class=\"page\" title=\"Page 8\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<div class=\"page\" title=\"Page 8\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<div class=\"page\" title=\"Page 8\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>CIOCCOLATO AROMATIZZATO <\/strong><span>= Vaniglia, peperoncino, cannella, ca<\/span><span>ff<\/span><span>\u00e8, scorze d\u2019arancia, menta o ripieni di liquore&#8230; sono solo alcuni dei gusti dei cioccolatini e delle praline che ci incantano con la loro tendenza amara, dolcezza, aromaticit\u00e0 e grassezza&#8230; per me l\u2019abbinamento ideale \u00e8 il <\/span><strong>Vermouth<\/strong><span>.<\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>CIOCCOLATO BIANCO <\/strong>= Colore avorio lucido, dolce e burroso, con un intenso profumo di vaniglia. Non avendo la massa di cacao tra i suoi ingredienti, non ha la tipica tendenza amara del cioccolato. Deve contenere almeno il 20% di burro di cacao e almeno il 14% di latte, zucchero (max il 55%) e vaniglia. Non si presta per essere abbinato al vino, ma se proprio \u201cdobbiamo\u201d proviamo un<strong> vin santo<\/strong> o un moscadello di Montalcino.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>CIOCCOLATO AL LATTE<\/strong> = Si presenta di colore marrone pi\u00f9 o meno chiaro. Aroma intenso e persistente, con uno spiccato gusto di caramello e cacao. Al palato ha una buona fusibilit\u00e0, un sapore \u201csoffice\u201d e burroso, una quantit\u00e0 percettibile di grassi e una struttura croccante. L\u2019abbinamento ideale \u00e8 un vino passito tipo Moscato Rosa altoatesino o <strong>Recioto della\u00a0Valpolicella<\/strong>.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>CIOCCOLATO GIANDUIA <\/strong><span>= La nocciola gli d\u00e0 aromaticit\u00e0, rotondit\u00e0 e pastosit\u00e0 e si fonde divinamente con il gusto del cioccolato. Il gianduia deve contenere almeno il 32% di sostanza secca del cacao e dal 20 al 40% di nocciole. Simbolo di Torino, mi piace tantissimo anche nella versione cremino. Prova ad abbinarlo ad un <\/span><strong>Marsala giovane<\/strong><span>.<\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>CIOCCOLATO FONDENTE O AMARO <\/strong><span>= Colore marrone pi\u00f9 o meno scuro. Per quanto riguarda l\u2019abbinamento, qui si entra nel territorio dei distillati.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<div class=\"page\" title=\"Page 9\">\n<div class=\"section\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>[\/et_pb_text][et_pb_signup provider=&#8221;mailpoet&#8221; mailpoet_list=&#8221;PEPEblu|49&#8243; success_message=&#8221;Controlla la tua e-mail: hai appena ricevuto un mio messaggio per confermare la tua iscrizione! Se non lo visualizzi controlla in spam o nella cartella %22promozioni%22 di Gmail. Grazie e a presto!&#8221; title=&#8221;Ti piace questo contenuto?&#8221; button_text=&#8221;Iscriviti subito!&#8221; description=&#8221;<p style=%22text-align: justify;%22>Iscriviti alla mia newsletter per non perderti nessun nuovo articolo del mio blog!<\/p>\n<p style=%22text-align: justify;%22>Non ti invier\u00f2 SPAM, ma solo la notifica dei nuovi articoli! 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Dolce e croccante, si fonde lentamente col calore della bocca. Nota media di amaro molto persistente. Perfetto in abbinamento con il <\/span><strong>Rum Agricolo<\/strong><span>.<\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>CIOCCOLATO EXTRA BITTER <\/strong><span>= Ha un colore marrone scuro e molto lucido. Ha un profumo fragrante, aromatico, molto intenso e persistente. Al naso ha note di ca<\/span><span>ff<\/span><span>\u00e8 e orzo tostato con un gusto amaro e dolce allo stesso tempo. Perfetto in abbinamento con il <\/span><strong>Cognac<\/strong><span>.<\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>CIOCCOLATO CRUDO <\/strong><span>= Si ottiene con fave di cacao essiccate ma non tostate e in tutte le fasi della produzione viene mantenuto sempre sotto i 42 \u00b0C. La carica batterica viene ridotta con un\u2019insu<\/span><span>ffl<\/span><span>azione di vapore. Ha un aroma pulito, delicato, acidulo e una consistenza pi\u00f9 umida. Evitare le alte temperature signi<\/span><span>fi<\/span><span>ca anche che il cioccolato crudo mantiene intatte tutte le propriet\u00e0 bene<\/span><span>fi<\/span><span>che che la natura dona al cacao: \u00e8 ricchissimo di sostanze antiossidanti, di minerali, di enzimi, di magnesio, vitamina C, serotonina e feniletilamina. E l\u2019abbinamento? Siamo in presenza di un cioccolato con caratteristiche aromatiche inferiori rispetto al tradizionale, ma comunque interessante. Data la sua delicata acidit\u00e0, puoi provarlo con un <\/span><strong>vino passito bianco leggermente aromatico e morbidissimo<\/strong><span>.<\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>CIOCCOLATO BIANCO DULCEY <\/strong><span>= [32% di cacao, 29% di zucchero, % di grasso, % latte intero]\u00a0<\/span>Ha un bel colore biondo che ricorda la mou e la superficie \u00e8 liscissima e vellutata. Ha un sapore tostato, burroso e non molto dolce. Nel finale ha un gusto di pasta frolla con un pizzico di sale. Venduto in pasticche con una forma che ricorda un grosso chicco di caff\u00e8, \u00e8 utilizzato soprattutto in pasticceria e nel cake design.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>CIOCCOLATO DI MODICA<\/strong> = Si ottiene da una particolare lavorazione a freddo del cioccolato. La massa di cacao \u00e8 mescolata a una temperatura non superiore ai 40 \u00b0C con lo zucchero semolato o di canna a grana grossa, e con spezie come carruba, cannella, vaniglia, zenzero o peperoncino, oppure con scorze di limoni o di arancia, pistacchio, nocciole o polvere di caff\u00e8. Pasta di cacao minimo 65%, anche nelle versioni classiche fino ad arrivare alle versioni purissime con 90% di massa di cacao. La particolarit\u00e0 della lavorazione fa s\u00ec che i grani di zucchero si mantengono intatti e non si sciolgono, offrendo una sensazione tattile e gustativa unica. \u00c8 il mio cioccolato preferito, da accompagnare assolutamente a un <strong>Marsala molto invecchiato<\/strong>.<br \/><br \/>\n<div class=\"section\"><\/div>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p>Spero di cuore che il mio elaborato sul cacao ti sia piaciuto!<\/p>\n<p>Cheers\u00a0\ud83c\udf77<\/p>\n<p>Chiara<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">P.S. Non dimenticarti di sostenere il mio blog, che sar\u00e0 sempre indipendente da vizi economici e gratuito, comprando il mio libro\u00a0<a href=\"https:\/\/perlagesuite.com\/prodotto\/come-diventare-sommelier-esame-ais-corso-sommelier\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Come diventare Sommelier: Tutti i miei appunti sul vino in un solo libro<\/strong><\/a>!\u00a0\ud83d\ude09 (Oltretutto anche questo articolo \u00e8 tratto da questo libro!).<\/p>\n<ul>\n<li style=\"list-style-type: none;\">\n<ul><\/ul>\n<\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>[\/et_pb_text][et_pb_divider _builder_version=&#8221;4.9.3&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{%22gcid-65af285e-4bd3-4ea9-81b6-b2c2b9f89915%22:%91%22color%22%93}&#8221; color=&#8221;gcid-65af285e-4bd3-4ea9-81b6-b2c2b9f89915&#8243; hover_enabled=&#8221;0&#8243; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;][\/et_pb_divider][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row column_structure=&#8221;1_2,1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.0.6&#8243; global_module=&#8221;21425&#8243;][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.0.6&#8243;][et_pb_wc_images product=&#8221;10582&#8243; _builder_version=&#8221;4.0.6&#8243;][\/et_pb_wc_images][\/et_pb_column][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.0.6&#8243;][et_pb_wc_title product=&#8221;10582&#8243; _builder_version=&#8221;4.0.6&#8243;][\/et_pb_wc_title][et_pb_wc_rating product=&#8221;10582&#8243; _builder_version=&#8221;4.0.6&#8243;][\/et_pb_wc_rating][et_pb_wc_description product=&#8221;10582&#8243; _builder_version=&#8221;4.0.6&#8243;][\/et_pb_wc_description][et_pb_wc_price product=&#8221;10582&#8243; _builder_version=&#8221;4.0.6&#8243;][\/et_pb_wc_price][et_pb_wc_add_to_cart product=&#8221;10582&#8243; _builder_version=&#8221;4.0.6&#8243;][\/et_pb_wc_add_to_cart][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.0.6&#8243; text_font=&#8221;Delius Unicase||||||||&#8221;]<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>IN OMAGGIO<\/strong><\/span>, solo per chi compra il mio libro su Perlage Suite, una copia della <strong>Prima Edizione da Collezione della mia Guida Vini Spumanti &#8220;500 Bolle in 500&#8221;<\/strong>, prezzo di copertina 25,30 \u20ac.<\/p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per l&#8217;esame di Ecologia e Sostenibilit\u00e0, dove ho preso un bellissimo 30 il 31 marzo, ho preparato una tesina dedicata al cacao e all&#8217;abbinamento con vino, vermuth o distillato. 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