Nella capitale toscana del vino, tra le colline e i viali di cipressi, le case arroccate e i vigneti sconfinati, si è presentata l’annata 2010 di Brunello di Montalcino e quella 2013 di Rosso di Montalcino. Non ero mai stata in questo piccolo comune medioevale di poco più di 5.000 abitanti, e devo dire che mi è piaciuto molto! Recentemente ero stata ad una verticale di Brunello di Montalcino organizzata da AIS  Romagna a Ravenna in collaborazione con la Cantina Col d’Orcia (di questa straordinaria cantina vi parlerò presto… in un altro articolo!) che è stata così gentile da inviarmi gli inviti a casa per la manifestazione Benvenuto Brunello.

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Da questa foto potete stupirvi della vita serale di Montalcino… che posso assicurarvi è più intensa di quella di Ravenna… anche se finisce subito: la cucina dei ristoranti chiude mediamente intorno alle 21:30 (la prima sera siamo rimasti senza cena perché siamo usciti circa a quell’ora, ignari del coprifuoco…). Per fortuna avevamo fatto un piccolo aperitivo con prodotti locali e due calici di Brunello 2010 dell’azienda Canalicchio di Sopra nel nostro appartamentino in cui alloggiavamo! A proposito: per l’occasione avevamo scelto di soggiornare nel vigneto del Relais di questa piccola azienda e devo dire che merita un articolo a parte tanto è stato piacevole!

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Ma torniamo alla manifestazione! Ho avuto la fortuna di andarci con Andrea, un caro amico sommelier degustatore che, a mio parere, ne capisce come pochi di vino! Degustare insieme e confrontarci è stato davvero piacevole e rilassante… credo che d’ora in avanti lo faremo più spesso!

Per prima cosa voglio fare i complimenti all’organizzazione: davvero perfetta! Tutto molto curato, dalle matite brandizzate ai quadernini a spirale per gli appunti delle degustazioni con una pagina per cantina con tutti i dati di contatto di ognuna. Finalmente! Dovrebbero farlo per ogni manifestazione… e poi in Romagna ci stupiamo se i fratelli toscani sono molto più avanti di noi nella commercializzazione e nel pricing dei loro vini: sanno fare a venderli!

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Ambiente davvero gradevole, peccato il sovraffollamento di domenica pomeriggio. Purtroppo per impegni lavorativi non mi è stato possibile andarci prima, e questo sicuramente ha limitato il numero e la qualità delle degustazioni. I corridoi erano troppo stretti per il quantitativo di persone presenti ed alcuni ospiti erano più lì per bere molto che per degustare vini eccellenti. Vi confesso che questi bellissimi agrumi arancioni erano davvero profumatissimi e la tentazione di staccarne uno ed assaggiarlo è stata tanta… ma mi sono trattenuta per rispetto del luogo. Peccato che i ragazzi asiatici presenti si sono messi a scozzare l’albero per farli cadere… sono cose che mi fanno davvero arrabbiare!

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Su 135 produttori ne abbiamo testati 37 per un totale di oltre 90 brunelli degustati. Se devo sintetizzare l’annata 2010 posso dirvi che è stata eccezionale, destinata ad essere longeva e che merita assolutamente l’investimento. Tra le cantine degustate, 4 i Brunelli di Montalcino 2010 da comprare e “dimenticare” qualche anno in Cantina:

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Brunello DOCG 2010 Col d’Orcia: 250.000 bottiglie prodotte in maniera tradizionale, invecchiamento 36 mesi in botti di rovere di slavonia. Naso pulitissimo, profumi fruttati, tostati e speziati in perfetto equilibrio, al palato soddisfa con una struttura importante, un tannino vivace ma ben amalgamato, grande morbidezza e ottime intensità e persistenza.

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Brunello DOCG 2010 Mocali – CRU Vigna delle Raunate: 6.000 bottiglie prodotte in maniera tradizionale, invecchiamento di 36 mesi in grandi botti di rovere di slavonia, si presenta trasparente, con un bellissimo rosso granato ed una grande consistenza. Note di amarena, china, liquirizia ed inchiostro. Bellissima bocca molto pulita che rispecchia fedelmente il naso percepito. Nota ulteriormente positiva di questo straordinario Brunello: ha messo d’accordo sia me, sia Andrea. Io amo molto i sentori legnosi e le morbidezze, lui non ama il legno e preferisce tannini vivaci. Eppure entrambi lo abbiamo trovato assolutamente perfetto.

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Brunello DOCG 2010 La Velona: 20.000 bottiglie prodotte in maniera innovativa, in vino effettua la fermentazione malolattica in barriques di rovere francese e vi rimane per circa 1 anno. Successivamente fa un affinamento di 24 mesi in botti di rovere di slavonia. Questo procedimento fa si che vi sia una stupenda fusione del boisè con gli aromi intensamente fruttati del Sangiovese. Di un bel colore rosso granato intenso, il tannino è presente ma morbido, il finale è persistente anche se non lunghissimo e l’equilibrio è davvero piacevole.

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Brunello DOCG 2010 Le Macioche: 10.100 bottiglie prodotte in maniera tradizionale. Rosso rubino intenso con riflessi granato, profumi intensi e speziati, tannini fitti e suadenti ed un finale lunghissimo. I profumi sono molto distinti e c’è una bella corrispondenza tra naso e bocca.

Quello che mi ha colpito di questa stupenda annata è la differenza tra il risultato dei vari produttori. Il clima è stato sicuramente favorevole, ma la maestria dei vignaioli ha fatto si di ottenere da un lato vini splendidi, dall’altro vini che dopo 5 anni si presentano vecchi, con un colore molto ossidato e slavato, che in bocca si presentano come acqua.

La sera siamo tornati allo splendido Relais di Canalicchio di Sopra, ci siamo fatti una doccia rilassante e dopo l’aperitivo sfizioso siamo usciti per cenare. Come anticipato, non abbiamo trovato nessuna cucina aperta e così ci siamo fermati in un bel locale in centro a Montalcino di nome Franci.

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Ecco il classico esempio di quando l’apparenza inganna: l’interno curatissimo nasconde un servizio quasi inesistente e poco professionale. Abbiamo chiesto di assaggiare qualcosa, ci hanno risposto che la cucina è chiusa e ci hanno fatto un tagliere di affettati mediocri ricoperti d’olio (ho ancora i brividi a pensare all’olio sulla finocchiona) che hanno avuto il coraggio di farci pagare anche piuttosto caro rispetto alla sua evidente mediocrità. E forse li abbiamo trovati ancora peggiori a causa del delizioso aperitivo casalingo fatto con crudo, lonzino, salsiccia e pecorino locali acquistati alla Taverna di Baietto, stupendi e davvero convenienti (vi dico solo che abbiamo speso poco più di 8 € e ci hanno anche regalato il pane).

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Finito con l’amaro in bocca per il pessimo Brunello di Montalcino bevuto e l’ancor più tragico Moscadello di Montalcino 2013 dell’Azienda Capanna (pieno di particelle in sospensione che non abbiamo identificato se era un problema di vino o di polvere nel bicchiere) che mi ha ricordato le nostre peggiori albane dolci da 8,5 % vol (e con questo vi ho detto tutto) abbiamo avuto anche la sorpresa del conto: 2 calici di brunello, 2 calici di moscatedello, 1 bottiglia d’acqua ed il piatto con gli affettati sono costati la bellezza di 37 €. E fossero stati buoni ci sarebbe stato benissimo, ma data la qualità l’abbiamo trovato uno sproposito! Vi dico solo che il giorno seguente abbiamo pranzato molto bene all’Osteria di Porta al Cassero, segnalata nella Guida Slow Food, a 41 € prendendo un antipasto toscano (composto di salumi e crostini) 1 piatto di pinci con le briciole, 1 piatto di pinci con i porcini, 1 acqua minerale e 2 calici di Brunello di Montalcino!

osteria-di-porta-al-casseroAltra cosa che abbiamo gradito moltissimo è che, senza chiedercelo, ci hanno portato due calici di Brunello diversi per farceli assaggiare. Voglio sottolineare che il Luciani è stato davvero una sorpresa, tra i migliori che abbiamo bevuto!

Usciti dall’Osteria ci siamo diretti alla tenuta Col d’Orcia per una visita guidata ed una degustazione. A parte che è stato così bello, interessante ed istruttivo che merita un articolo riservato che farò presto, vi anticipo solo che assaggiare il nuovo Brunello di Montalcino 2013 è stato davvero emozionante. Non me lo aspettavo così: fruttatissimo, un tannino davvero vivace e un’acidità importante. Queste cose ti fanno davvero capire cosa c’è dietro un Brunello dopo 1 anno di affinamento e cosa puoi aspettarti dopo altri 5 anni.

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Col d’Orcio è lieta di ricevere appassionati e cultori del vino per una visita alla scoperta dei vigneti e delle cantine… e si sente! Tanta passione nello spiegare l’amore e la cura con cui si produce il vino nella tenuta, e anche se i numeri che fanno sono notevoli, la qualità è sempre in primo piano. E se li avvisate prima, le massaie di Col d’Orcio vi prepareranno piatti della tradizione montalcinese a base di prodotti di stagione provenienti dalla tenuta (pasta artigianale con grano Senatore Cappelli, olio evo, pecorino, prodotti dell’orto…). Noi invece abbiamo terminato quindi il nostro itinerario enologico a Col d’Orcia con questa bellissima degustazione, ma vi confesso che saremo felici di tornare, in una bellissima giornata di sole e con più calma, per un pranzo nella tenuta. Magari il prossimo anno!

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Per scoprire cosa abbiamo degustato ed entrare nella magia di questa splendida ed antichissima tenuta di proprietà della famiglia del Conte Francesco Marone Cinzano non vi resta che aspettare il mio prossimo articolo! Amici amanti del vino, sommelier e produttori che mi leggete… non mi resta che salutarvi con un consiglio:

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Un abbraccio a tutti!

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