Stasera ti scrivo per raccontarti il peccato di gola che ho fatto questo week-end… ovvero per darti la mia ricetta dei Casoncelli bergamaschi! Premetto che era la prima volta che li facevo… nella mia vita ho sempre fatto solo Cappelletti e Tortelli di Zucca. Tuttavia mi sono venuti davvero buonissimi! E ovviamente non potevo non aggiungere una golosa variante enoica… che conferisce un aroma speciale a tutta la preparazione!

Personalmente non capisco perché fare la pasta fresca fatta in casa al giorno d’oggi è quasi un miracolo… soprattutto tra le mie coetanee. Dal mio punto di vista non esiste una buona scusa per non farla: in 10 minuti scarsi si prepara l’impasto, si lascia riposare mezz’ora (mentre puoi fare tutt’altro), in 10 minuti si stende e si preparano velocemente tagliatelle e tagliolini… e se devi fare una pasta ripiena come questa nella mezz’ora di riposo dell’impasto si prepara il ripieno… e dopo se assoldi il fidanzato come me a lavorare in 15 minuti stendete e chiudete 40 casoncelli 🙂

I casoncelli sono un primo piatto tipico della Lombardia… che in dialetto bergamasco prendono il nome di Casonsèi. Come ogni pasta ripiena tradizionale, presenta numerose varianti locali (non sai quante disquisizioni ho avuto nella mia vita sul ripieno dei cappelletti). Premetto che ho scoperto che i casoncelli esistevano circa una settimana fa, quando io e Francesco, a passeggio per Lovere, ci siamo fermati nel Raviolificio di Nonna Iride a comprare mezzo chilo di pasta fresca… ed erano proprio i casoncelli!!!

Non sapevo niente di questo particolare tipo di pasta… che ho prima bollito e poi saltato con aglio, burro, guanciale e salvia che avevo in casa… per poi scoprire che nel bergamasco si mangiano proprio così (in realtà usano la pancetta… ma vuoi mettere il guanciale di Amatrice???!!!)

Dato che ci sono piaciuti tantissimo ho deciso di provare a farli… guardando qualche ricetta… ma da appassionata di vino quale sono ho fatto una piccola variante enoica… leggi la ricetta per scoprire quale 😉

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Ingredienti per circa 40 grossi casoncelli (tradotto per 2 fogne come me e Francesco):

Per la pasta:

  • 3 uova extra fresche grandi (possibilmente quelle specifiche per la pasta)
  • 300 grammi di farina 00
  • un pizzico di sale

Per il ripieno:

  • 50g di guanciale;
  • 100g di salame;
  • 150 g di macinato scelto;
  • 50 g di parmigiano reggiano;
  • 1 pera abate;
  • una noce di burro;
  • salvia;
  • prezzemolo;
  • 1 uovo;
  • 2 cucchiai d’olio extra vergine d’oliva con uno spicchio d’aglio;
  • sale e pepe a piacere;
  • 1 tazzina da caffè di albana passita (la Romagna ci sta sempre e ovunque) a tal proposito ti consiglio questa Albana Passita dell’azienda agricola TreRè.

Procedimento:

    1. Inizia a preparare la sfoglia… lascia perdere spianatoia, uova nella fontanella etc etc… io non amo sporcare mezza cucina: ci vuole praticità! Quindi prendi una ciotola abbastanza grande per contenere la farina e le 3 uova (il pizzico di sale occupa poco posto) e mescola il tutto con una forchetta fino al completo assorbimento dei liquidi.
    2. Rovescia il composto (io uso questo praticissimo foglio di silicone che ho comprato su amazon Tappeto Silikomart in silicone alimentare cm 60 X 40: igienico e comodissimo! Ce ne sono tanti in vendita a qualche euro in meno… ma sono generalmente più piccoli e quindi più scomodi! Questo è davvero fantastico e di grande qualità… addirittura a volte lo uso per cuocere al posto della carta forno… altro che i vecchi taglieri della nonna! Questo lo arrotoli e non occupa posto, è liscissimo e non riga la pasta fresca e per pulirlo lo lavi sotto l’acqua corrente… a me ha cambiato la vita in cucina, giuro!) e impasta fino ad ottenere un panetto liscio e compatto non eccessivamente duro sbattendola per renderla più elastica. Sciacqua ed asciuga la ciotola usata in precedenza e ribaltala sul panetto per farlo riposare al “coperto” per circa 30 minuti.
    3. Passiamo al ripieno. In un tegamino antiaderente rosola il macinato con la noce di burro, la salvia spezzettata a mano e la tazzina di albana passita. Nel frattempo trita il salame, il guanciale e taglia a cubetti la pera. Aggiungili alla carne in cottura.
    4. Quando anche la pera è morbida, rovescia il preparato in una ciotola ed aggiungi il parmigiano, il prezzemolo spezzettato a mano, l’olio e l’uovo intero… sale e pepe a piacere… e mescola bene con un cucchiaio. Metti a riposare qualche minuto in freezer per avere un impasto più lavorabile.
    5. Prendi la pasta e dividila in 2/3 pezzi. Sentirai com’è più morbida da lavorare. Prendi un pezzo e stendilo con il matterello… ecco il mio segreto è un altro favoloso pezzo della Silikomart… che non è propriamente un matterello da pasta all’uovo (in teoria è nato per la pasta di zucchero) ma è assolutamente perfetto perché è super igienico, si lava in un secondo e antiaderente (quindi la pasta non si appiccica sopra). Io l’ho comprato sempre su amazon insieme al tappetino, eccoti il link 🙂 Silikomart, Matterello, 40 cm sì, lo so, i puristi del matterello in legno stanno rabbrividendo… ma io non voglio mica essere una casalinga disperata 😉
    6. Stendi la pasta con la Macchina per pasta Ampia 150 di Marcato io l’ho comprata alla Coop a Ravenna… e l’ho pagata 45 €… quindi non ti dico il nervoso di averla vista su Amazon a 38 € -.-” (certo c’è la spedizione… ma se acquisti qualche oggetto in più la spedizione è gratis o comunque l’ammortizzi e davvero conviene!) Adoro questa macchina perché occupa pochissimo posto e la pulisco super velocemente con un colpo di spugna umida. Io di questa macchina arrivo fino al grado 5 di spessore. Ti conviene fare sfoglie più strette e più lunghe.
    7. Con un coppapasta (grande quanto vuoi fare grossi i casoncelli… a me personalmente piacciono belli grandi e con molto ripieno) ritaglia tanti dischetti quanti riesci… poi reimpasta la pasta di scarto, ritirala con la macchina per la pasta e fai altri dischetti… se ti avanza qualcosa trasformala in tagliatella che ci sta sempre… male che vada puoi usarla per sanare la fame del fidanzato intanto che chiudi i casoncelli 😀
    8. Tira fuori l’impasto dal freezer… e fai delle palline di 2-3 cm di diametro. A me con quelle dosi ne sono saltate fuori circa 40… ma avevo un uccello predatore di fianco al ripieno quindi in realtà non so quante erano potenzialmente 😀 😀 Posiziona le palline sui dischetti e chiudili bene!casoncelli-bergamaschi-ricetta-3
    9. Finito di chiudere tutti i casoncelli disponili su un piatto con la carta forno… o sul tuo nuovo Tappeto Silikomart 😉  e lasciali asciugare qualche minuto intanto che non bolle l’acqua salata. Nel frattempo in una padella antiaderente scalda burro e salvia spezzettata… e se vuoi altre fettine di guanciale con uno specchietto d’aglio e qualche grano di pepe.casoncelli-bergamaschi-ricetta-4
    10. Trasferisci i casoncelli con una Schiumarola Paderno delicatamente per non romperli nella padella e saltali per un paio di minuti nel burro, salvia e guanciale… con un cucchiaio d’acqua di cottura e una grattata di parmigiano… e anche un altro po’ di pepe! Ora in tavola…e muoviti a fare la foto che finiscono in un attimo 😉

ca-del-bosco-maurizio_zanella-sebino-rossoOvviamente con una pasta così… il vino deve essere all’altezza! Io ci ho abbinato volentieri un Sebino Rosso I.G.T. “Maurizio Zanella” di Ca’ del Bosco. La Franciacorta non è solo bolle, anche se io per prima sono portata a considerarla tale. Cabernet sauvignon, Merlot e Cabernet franc, selezionati fra i migliori vigneti dell’azienda, sapientemente vinificati e affinati in piccole botticelle di rovere garantiscono un vino granitico, potente e armonico al tempo stesso, capace di maturare per decenni.

Un altro vino straordinario di Ca’ del Bosco che, come non mi stancherò mai di ricordare, non è sinonimo di Cuvée Prestige. Se ti va leggi QUI il mio reportage sull’azienda Ca’ del Bosco!

Che dire… ormai mi sto bergamaschizzando! E se posso essere sincera… Casoncelli vs Cappelletti 1-0. Sono davvero straordinari! Lo so che la patria è sempre la patria… ma assaggiateli: ne vale davvero la pena!

Prova a fare questa gustosa ricetta… e lasciami un commento 😉

A presto,

Chiara

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