Chi mi conosce sa che sono sempre piuttosto scettica alla parola bio associata al vino… in realtà sono molto scettica rispetto al concetto di bio in generale in un pianeta così malato. Per questo quando la cara Claudia Bondi mi ha invitato all’evento di presentazione della nuova Prémiere Dame di Joska Biondelli ero dominata da due sentimenti contrastanti: da un lato la curiosità di assaggiare in anteprima un Franciacorta Millesimato… dall’altro la pelle d’oca di dover entrare in quel grande circo che è l’Expo, cosa che mi ero ben guardata di fare fino ad ora. E fu così che il mio desiderio di conoscere Claudia di persona e di assaggiare Prémiere Dame prevalse… e giovedì 24 ottobre alle 15 ero lì.

“Siamo viticoltori prima, e produttori di vino poi”

Joska Biondelli

Ma andiamo con ordine… Francesco giovedì scorso era a casa dal lavoro e sono stata felicissima di poterlo invitare per l’occasione ed andare insieme all’evento organizzato nel Wine Bar della Franciacorta, ahimè allestito di fianco al padiglione del Kazakistan. Ahimè?! Il Kazakistan, colto da un moto di cubismo (e non parlo del movimento artistico che ha avuto protagonista Carrà, ma di una serie di cubi con altrettante signorine svestite e danzanti sopra) ha fatto un casino indicibile per tutta la giornata, tanto da compromettere la perfetta riuscita dell’evento. La musica kazaka a tutto volume non è certo ottimale per la degustazione… e quella era piuttosto fastidiosa. Ora, chi mi conosce sa che l’Expo non fa per me: io odio il casino, odio i luoghi affollati, odio le baracconate… a qualsiasi livello. Ma in linea di principio sono assolutamente convinta che la decisione di presentare la Prémiere Dame all’Expo sia stata la scelta giusta.

Giusta perché l’Expo parla di “Nutrire il pianeta” ed è proprio l’alimentazione salutare ed eco sostenibile il cuore pulsante di questa manifestazione.

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Discutibile perché ho trovato imbarazzanti i padiglioni di Coca-Cola, Ferrero e Mc Donalds… ma del resto sono gli Official Partners di Expo… quindi è “normale” vederli in prima linea. Bravi loro a riabilitare la loro immagine sanguinante… e che ridere la visita della first lady statunitense Michelle Obama che ha presentato il suo programma contro l’obesità infantile con l’obiettivo di formare le future generazioni di americani a nutrirsi in modo consapevole, partendo dall’educazione alimentare nelle scuole per arrivare ad influenzare la produzione di grandi aziende… proprio a pochi metri dal padiglione di McDonalds e Coca Cola ovvero i principali responsabili dell’obesità globale (per chi dubitasse ricordo che 1 lattina di Coca Cola contiene 10 bustine di zucchero… 10 bustine di zucchero… 10! I panini di McDonalds mi rifiuto di commentarli…). Il fatto alimentare ha stimato un esborso vicino ai 20 milioni di euro… la salubrità si compra… no? Del resto di fronte ai soldi si sgretola ogni sano principio, e pazienza se crescono miliardi di ragazzini con qualsiasi problema di salute derivato dalla diseducazione alimentare!

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Ma torniamo a Joska Biondelli… fin da subito mi sono chiesta l’origine di questo nome! Così ho scoperto che è il diminutivo di Jòsef… in ungherese! Le origini della famiglia Biondelli si ritrovano nel patriziato di Piacenza, ai tempi del ducato di Parma, Piacenza e Guastalla. Durante la seconda guerra mondiale Giuseppe Biondelli, Ambasciatore d’Italia, sposò la franciacortina Clementina dei Conti Maggi di Gradella cambiando per sempre il suo destino con l’acquisto della villa e della proprietà agricola dei Conti Fè d’Ostiari. Oltre al desiderio di venire incontro all’amore di sua moglie per la Franciacorta, Giuseppe Biondelli era rimasto profondamente colpito non solo dalla bellezza dei luoghi, ma anche da quella atmosfera particolare che si respirava in quegli anni che molti definirono la “belle époque” della Franciacorta. In seguito il figlio, Carlottavio Biondelli, ristruttura la cascina cinquecentesca ubicata nel cuore della Franciacorta e continua a portare avanti con passione le attività agricole di famiglia. Tuttavia è solo nel millesimo 2010 che nasce ufficialmente la Cantina Biondelli.

biondelli-franciacortaPrémiere Dame 2011, con le sue 3000 etichette nate da un millesimo particolarmente felice, consacra la discendenza di Joska Biondelli che, dopo un passato da Cacciatore di Teste, o HeadHunter come dicono gli anglosassoni, ha sentito la sua personale vocazione per il vino. Il risultato? Un vino molto interessante, Kazakistan permettendo, la cui evoluzione promette molto bene. Ho apprezzato molto la mineralità e la freschezza, mentre sulla ricchezza del bouquet non posso far altro che lasciar parlare il vino tra un paio d’anni quando, secondo me, raggiungerà il suo splendore. Certo è che avrei bisogno di degustarlo con calma, in silenzio, magari sul mio pontile sul Lago d’Iseo. Se avrò la possibilità di riassaggiarlo mi sbilancerò in una valutazione più puntuale, da un punto di vista organolettico quindi non me la sento attualmente di spingermi oltre.

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La bottiglia è ben vestita e il vino ha un colore splendido… e il suo essere “bio” non si nota troppo da un punto di vista organolettico. Insomma… mi è piaciuto! Ho letto che l’azienda si è convertita completamente al biologico nel 2013… Quindi se ami il biologico questo è il Franciacorta che fa per te 😉

L’etichetta dei vini è stata creata da Joska insieme al padre Carlottavio. L’idea di fondo è da un lato trasmettere i valori della famiglia e dell’azienda (semplicità, eleganza e rispetto per la tradizione) e dall’altro evidenziare alcuni elementi (i nomi “Biondelli”, “Franciacorta” e lo stemma di famiglia) necessari ai fini di una immediata assunzione di responsabilità da parte della famiglia Biondelli. Joska sostiene infatti che mai quanto nel settore alimentare è fondamentale che il produttore si esponga sempre in prima persona in modo da poter rispondere personalmente della qualità del proprio vino di fronte ai consumatori.

Se posso dato che è il mio lavoro… consiglio a Joska Biondelli di alleggerire il suo sito web. Troppe animazioni che fanno “vecchio” e appesantiscono troppo: il tappo ha girato 13 volte su se stesso prima di aprire il sito… non fosse stato che sto scrivendo un articolo sulla Cantina Biondelli avevo abbandonato la pagina da un pezzo! La velocità di apertura è determinante in un sito web… e il tappo lasciamolo sulle bottiglie 😉 Chiamiamola deformazione professionale!

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Insomma… Grazie a Claudia per avermi invitata… è stata molto brava (anche se molto rapida) a spiegarci il vino e le caratteristiche di “Nave”, il vitigno a forma di nave sulla pianura da dove esso proviene… e grazie a Francesco per avermi accompagnata. Abbiamo passato un pomeriggio piacevolissimo, anche a fine evento, grazie alla compagnia di Irene Cantarella, donna del vino di Wining, il wine magazine del caro Umberto Gambino. Io e Irene ci siamo conosciute da Biondelli un po’ per caso… ma mi è piaciuta davvero tanto! E poi io sono un’appassionata di numerologia quindi… come non apprezzare la sua straordinaria cultura al riguardo? Credo proprio che questa conoscenza sarà l’inizio di un’affascinante collaborazione 😉

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Gli occhi a forma di cuoricino però non sono colpa/merito del Prémiere Dame di Biondelli 😉

Un abbraccio,

Chiara

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