Identità Golose è il primo Congresso italiano dedicato alla Cucina d’Autore ideato da Paolo Marchi nel 2004 che quest’anno festeggia, in grande stile, la sua 11° edizione. Sono stata pochi giorni fa a Gusto in Scena a Venezia, e per quanto è “ammirevole” la grande volontà di scimmiottare il format di Identità Golose, vedere quest’ultimo ti fa davvero capire cosa dovrebbe essere un Congresso Enogastronomico.

Prima ancora di iniziare a raccontarti la mia esperienza voglio spendere una parola per Magenta Bureau, sempre estremamente puntuale nell’organizzazione: tutti gli eventi a cui ho partecipato dove c’era il loro lavoro dietro si sono sempre distinti per una comunicazione non solo ben fatta, ma organizzata in modo impeccabile. Ho apprezzato anche l’area riservata per la Press, un piccolo angolo silenzioso dove ho potuto condividere – in totale relax – sui social network qualche foto estemporanea dell’evento grazie alla Wi-Fi dedicata alla stampa (e quindi meno intasata) assaporando un caffè Lavazza con acqua San Pellegrino, sponsor di Identità Golose 2016.

Su invito della splendida Francesca Facchinetti di Berlucchi che mi ha consigliato di andare ad Identità Golose lunedì 7 marzo (e ho fatto benissimo ad ascoltarla!) ho potuto fare delle esperienze davvero meravigliose. Ma partiamo con ordine…

Innanzitutto Francesco è stato bravo a convincermi ad andare in Metropolitana perché da Cologno Nord abbiamo fatto abbastanza presto – una mezz’oretta in tutto –  e ci siamo evitati code e problemi a parcheggiare. MagentaBureau ha spiegato nei dettagli come raggiungere il Gate 14 dalla Metropolitana ed è stato davvero facilissimo. La metropolitana di Milano è anche abbastanza moderna per essere in Italia e ci sono treni continuamente nell’arco della giornata, con pochi brutti ceffi in giro.

All’ingresso non mi è piaciuto che non mi hanno dato il PortaBadge! Dato che occorreva tirare fuori il biglietto all’ingresso di ogni sala, credo fosse giusto, almeno alla stampa, consegnare questo accessorio davvero comodo… e invece nonostante la mia richiesta niente! Però ho visto che alcuni ce l’avevano… pazienza!

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Chef Carlo Cracco, lanostraidea.2016

Ha aperto la giornata Carlo Cracco, come sempre straordinario, che già nella composizione del piatto mostra un talento fuori dal comune. La sua parola d’ordine a mio avviso è dettata da un mix di originalità e provocazione, da armonia e disarmonia… e in tutto quello che fa sa stupire come pochi altri. Come il grandissimo Chef Massimo Bottura, che non ho visto perché ero all’anteprima della nuova annata di Franciacorta DOCG Riserva Palazzo Lana di Berlucchi ad assaggiare i 3 fingerfood preparati da Enrico Cerea del Ristorante Da Vittorio *** sulla guida Michelin, anche Cracco sceglie la Macelleria Zivieri. Ho assaggiato spesso le loro carni e, in un’altra vita, ho avuto il piacere di conoscere questa grande famiglia a “Chef… al Massimo” e loro, e i loro prodotti, sono di una qualità straordinaria.

Berlucchi come sempre ha organizzato le cose puntando davvero sulla qualità e i fingerfood preparati dallo chef Enrico Cerea e il suo staff sono stati una vera delizia per il palato. L’abbinamento che mi è piaciuto di più è stato proprio questo: salsa tonnata, alici del cantatrice e nocciole. C’era tutto: la dolcezza della salsa, la sapidità e l’untuosità delle alici e la tostatura croccante della nocciola… mentre il pane rimaneva giustamente neutro.

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I fingerfood preparati da Enrico Cerea mi hanno stupita. Il più semplice era in realtà quello davvero nelle mie corde: carpaccio di ricciola su pane di Altamura con erbe aromatiche. Tra le erbe si sentivano molto l’erba cipollina, la menta e l’aneto… e con il Palazzo Lana Riserva Extreme 2007 era un abbinamento che non ti stancava nemmeno alla 181°esima tartina!

La polentina preparata con farina di castagne era finissima, anzi forse proverò anche io a farla 🙂

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Cristina ed Arturo Ziliani sono sempre due “padroni di casa” davvero ospitali e gentili, e li ringrazio davvero per la bella esperienza!

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Dopo io e Francesco siamo andati a vedere la lezione di Chef Moreno Cedroni… e mi è piaciuto tantissimo! Ha creato un piatto bello e ricco di contrasti, che merita un assaggio! E poi io apprezzo sempre chi tenta di abbinare il carciofo che è quasi impossibile, figurati con l’aggiunta di caffè! Mi sarebbe piaciuto abbinarci un vino a questo piatto… e se devo dire cosa mi è venuto subito in mente quando l’ho assaggiato… è stato un recioto della Valpolicella, magari Argille Bianche della Tenuta Sant’Antonio! Squisito!

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Chef Moreno Cedroni – “Come il caffè fa diventare dolce il carciofo e salato il tiramisù.”

Tra Moreno Cedroni e Davide Oldani abbiamo fatto un piccolo tour di specialità enogastronomiche e ho ritrovato anche Antica Corte Pallavicina che mi avevano emozionato a Gusto in Scena per il loro strolghino di Culatello! Ma una menzione va al monograno Felicetti (tra gli sponsor di Identità Golose 2016) con uno stand davvero bellissimo dove ho assaggiato una pennetta con formaggio, pesto e noci davvero deliziosa! Altra menzione va ad Autogrill con il loro progetto Bistrot: un viaggio culinario nel cuore dell’Europa con specialità enogastronomiche ricche di gusto e tradizione. Lo stand riproduceva uno dei suoi spazi Bistrot ed era disegnato con cura da Costa Group, partner dei più importanti gruppi internazionali del food entertainment, che da sempre costruisce in esclusiva soluzioni d’arredo per il food elevando il prodotto da esporre fino ad esaltarlo.

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Salvatore Vullo mastro panificatore di Autogrill Bistrot e la sua pizza alla ragusana

Ho assaggiato la pizza ragusana di Salvatore Vullo, mastro panificatore davvero in gamba! Credo che basta guardare gli alveoli di questa pizza per capire che cos’era… lievito madre e prodotti del territorio di prima qualità! Ne ho mangiate più fettine perché era troppo buona! E mi hanno regalato anche un po’ di lievito madre… anche io faccio una pizza favolosa, leggi QUI la ricetta, è facilissima!

Una degustazione di Trento DOC nello spazio dedicato al Merano Wine Festival… che grazie ad un mio collega sommelier è stata davvero interessante! Ammetto che il Trento DOC è una zona che non ho ancora battuto, ma cercherò di rimediare al più presto 😉

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Il passo successivo è stato abbinarci qualcosa… così abbiamo assaggiato i deliziosi fingerfood di salmone selvaggio e altri pesci selezionatissimi dell’Alaska Seafood Marketing Institute! Mi sono piaciuti moltissimo!

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Adesso siamo davvero pronti per Chef Davide Oldani!!! *_*

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Chef Davide Oldani – “Il profumo del caffè”

 Questo piatto di Davide Oldani l’ho trovato il più geniale di tutti. Prima di tutto per la sua estrema semplicità: pochi ingredienti poveri, tanta manualità. In Sala Blu 1 alle 17:30 Davide Oldani ci ha fatto assaggiare il Cracker aromatizzato al caffè servito con una salsa al rafano, con Porto solidificato e uva di mare, che il suo secondo Alessandro Procopio ha preparato mentre Oldani spiegava la ricetta. Una cialda semplicissima profumata con polvere di caffè in cui Alessandro ha dimostrato grande abilità nella stesura, che al gusto non risultava né dolce né salata. Tocchi di cucina molecolare con le sfere di Porto che conferivano un tocco di dolcezza, metre la sapidità arrivava dall’uva di mare, un’alga che per morfologia ricorda appunto un grappolo d’uva. La crema di rafano era semplicemente perfetta. Fino a poco tempo fa non amavo il rafano, complice il wasabi di bassa qualità che avevo sempre assaggiato da ragazzina in ristoranti cino-giapponesi. Recentemente ho ri-scoperto con piacere il rafano e devo dire che ora lo adoro, a condizione che sia ben bilanciato e questo, assolutamente, lo era. Quello che mi è piaciuto di più di questo piatto è la sua semplicità abbinata alla povertà degli ingredienti. Credo che un grande Chef si vede quando con poco riesce a dare tantissimo, perché “siamo tutti bravi a fare una tartare con una ventresca di tonno che è la fine del mondo”. Oldani ha dimostrato grande umanità mettendo sempre i suoi ragazzi al primo posto, e questa è una cosa che mi è davvero piaciuta. Ci ha parlato anche del nuovo ristorante che sta aprendo in cui ha perfino disegnato gli arredi, dove ci sarà un’evoluzione: dalla cucina POP alla cucina ACCOGLIENTE.

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L’assaggio del piatto, Davide Oldani, io con i nuovi super occhiali dell’Ottica Gianni Greco di Ravenna e Alessandro Procopio

Io non vedo l’ora di visitarlo e, per ora, gli auguro tutta la fortuna che un grande maestro della cucina come lui si merita.

In sintesi l’edizione 2016 di Identità Golose è stata la più straordinaria di sempre! Arrivederci a Milano per Identità Golose 2017… e spero anno prossimo di non perdermi l’abbinamento pizza – Champagne che deve essere un qualcosa di memorabile *_*

A presto,

Chiara

P.S. E tu sei stato a Identità Golose? Cosa hai visto? Lasciami un commento 😉

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