L’unica cosa che mi piace del viaggiare in treno è che è molto compatibile con la mia vita di wine blogger: infatti proprio ora ti sto scrivendo per raccontarti come è andata la mia giornata! Premesso che ho una fame che mi mangerei un Lilliput con tutta la sua famiglia, cercherò di sopravvivere i 40 minuti che mi separano a Brescia. Io Bevo Così è una manifestazione interessante, e per quanto oggi non ha raggiunto lo spolvero della scorsa edizione a Olgiate Molgora (Leggi QUI l’articolo della precedente edizione), l’Hotel Excelsior Gallia di Milano rimane una location ideale, soprattutto per la sua comodità dalla stazione di Milano Centrale!

Potrei dirti che oggi ho bevuto così tanti vini da perdere il conto, ma in realtà ho preso appunti sulla mia Moleskine Wine Journal (che puoi comprare su Amazon QUI) e sul mio iPhone, quindi sono perfettamente consapevole di quello che ho assaggiato. Prima di dirti quali sono i 10 vini che mi hanno rubato il cuore in questa edizione voglio fare una piccola premessa.

Proprio di recente una fantomatica (e un po’ improvvisata) esperta di vino ha fatto una disloquizione sui vini naturali. Promuovere la naturalità delle cose, di base, è assolutamente giusto, peccato che in quel caso è nata una storia infinita sui social a causa del pressappochismo con cui è stato affrontato l’argomento. Io non sono assolutamente una talebana dei vini naturali, non considero la solforosa il nemico numero uno dell’appassionato e non sono una fanatica del “tappo in sughero a tutti i costi”. Allo stesso modo la scritta “Biologico” su un’etichetta che mi piace è un grande valore aggiunto! Io Bevo Così è la manifestazione ideata da Andrea Pesce e Andrea Sala (nella foto di copertina n.d.r.) di That’s wine dedicata proprio ai vini naturali. Questa è la seconda edizione a cui partecipo, e devo dire che si trovano anche vini molto interessanti, a patto di saper “selezionare”. Naturale infatti non deve mai essere a discapito della qualità, e accetto che si difenda a spada tratta solo vini di questa tipologia solo se non si mangia nemmeno una pasta o un biscotto industriale. Oggi le etichette dichiarate erano 600, alcune delle quali con quel tipico “che” di vino del contadino, o “rustico” che non li rende affatto in linea con i miei gusti. Tra queste però, ho fatto anche scoperte eccezionali.

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Io Bevo Così: i 10 vini migliori che ho assaggiato in questa edizione

1. Gilles Azam: Crémant de Limoux Brut Nature

Mi ha colpito la sua etichetta pena di foglie verdi con una capra rosa. E poi nient’altro. Lo assaggio, il naso è pulito e delicato, con profumi floreali e fruttati. In bocca entra morbido, delicato, con una bollicina davvero cremosa e un’avvolgenza che ti conquista. Il finale è abbastanza lungo, dotato di grande bevibilità. Mi ha ricordato quando ho vagato con la mia 500 nel Languedoc a caccia di bolle… Da non perdere perché è un vino spumante che è riuscito a spiazzarmi, sia nell’abito che nel gusto. Franco cantina a 16 €.

io bevo così

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2. Marco Sambin: “Psychè” 2016

Garganega 100%. Il tempo passato sulle bucce gli conferisce un colore giallo ramato bellissimo. Al naso note di te al bergamotto, albicocca, miele, fiori di tiglio, caramello salato e noce moscata. In bocca è intenso, fresco, opulento e presenta un finale che oscilla tra le foglie di tabacco e il pan brioche molto lungo. Da abbinare a tutto o niente, meglio da meditazione. Da non perdere perché è un vino sorprendente e particolare con un grande rapporto qualità prezzo. Franco cantina a 12 €.

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3. Barraco: “Altogrado”

Grillo 100% Marsala Pre-British in stile ossidativo. Bassissima resa per ettaro per queste vigne che hanno raggiunto i 45 anni d’età su terre rosse con pietre calcaree. Solo 700 bottiglie per questo vino che trascorre ben 7 anni in botti di castagno colmate solo i primi 2 anni. Il colore è un bellissimo giallo ambra brillante, il naso è un’esplosione di note torbate e ammandorlate, spezzate solo da un fico caramellato e da un bouquet di fiori essicati. Al palato è elegante e sapido, caldo e fresco, con un finale lunghissimo. Da non perdere perché è una chicca, come lo splendido Milocco, il nero d’avola da vendemmia tardiva che è stato 8 anni in piccole botti di castagno e mi ha ricordato un Porto LBV di quelli buoni! Franco cantina a … oddio non gliel’ho chiesto! Ero troppo incantata dall’assaggio… porta pazienza che mi informo!

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4. Mas Des Agrunelles: “Les Mauves” 2015

Cinsault 100%. Di un bellissimo rosso rubino, al naso è piacevole e profumatissimo con una definizione di profumi sorprendente. Ben riconoscibili i fiori di viola, la fragola appena matura, la ciliegia sia fresca sia in confettura, il pepe rosa. In bocca lascia prevalere i sentori di spezie dolci. Equilibrato, morbido e fresco. Ottima potenzialità di abbinamento con un gran numero di piatti diversi! Da non perdere perché è un vino dal rapporto qualità prezzo eccellente. Franco cantina a 16 €.

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5. San Biagio Vecchio: “Sabbia Gialla” 2013

Albana 100%. Ho assaggiato entrambe le annate, questa e la 2016. La 2016 l’avevo assaggiata alla precedente edizione di Io Bevo Così quando non era ancora pronta e direi che in questi 8 mesi è evoluta tantissimo. Se da un lato la 2016 è figlia di un’estate parecchio calda, dall’altro è stata gestita molto bene ed è un vino capace di dare grandi soddisfazioni. Però la 2013 è su un altro pianeta! Al naso si arricchisce di  fragola in confettura e fico secco. Al palato è fresca ed elegante, e può evolversi ancora in meglio. Grande sapidità e buona persistenza. Se la 2016 è perfetta per formaggi a pasta dura e semidura, la 2013 è da provare con tutte le preparazioni a base di carne d’oca. Prova a sentire se c’è ancora disponibilità di qualche magnum in cantina! Da non perdere perché è un vino particolare, capace di prestarsi a molteplici occasioni di abbinamento.  Franco cantina a 14 €.

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6. Bretz: Weiburgunder 2001

Pinot Bianco 100%. Lo avevo già assaggiato alla precedente edizione di Io Bevo Così e mi aveva già convinto, ma in questi mesi è solo migliorato. Di un bel giallo paglierino intenso, ha un naso complesso che oscilla tra note fresche e note mature.  Si distinguono i fiori di camomilla, l’arancia fresca, la pera candita, la mela verde, la pesca bianca e la vaniglia. Al palato è fresco e al contempo maturo, morbidissimo e lungo. Vino di non facilissimo abbinamento, probabilmente prenderei la strada di una tagliata d’anatra alla piastra poco cotta o una tartare di vitello! Da non perdere perché è un vino eseguito magistralmente. Franco cantina a 19 €.



7.Oreste Tombolini: “Brandisio” 2010

Primitivo 100%. Prende il nome dal nonno dell’Ammiraglio da cui questo ha ereditato la cantina e la passione per il vino. Interessante la bottaia in musicoterapia: la musica emette vibrazioni capaci di cullare dolcemente i vini che evolvono in legno. La botte è dosata alla perfezione. Il naso è stupendo, con note di cacao, fragola, ciliegia sotto spirito, spezie dolci e un finale di foglia di tabacco. Al palato è alcolico e morbido, comunque fresco e con buon equilibrio. Intenso e persistente e dal finale molto lungo. Perfetto per essere abbinato a piatti con cotture importanti, come la Boeuf Bourguignon di Julia Child, leggi qui la ricetta perfetta in 10 passiDa non perdere perché è un vino affascinante come l’Ammiraglio che lo produce. Franco cantina a 40 €.

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8. Castello di Stefanago: Pinot Nero Cruasé 2011

Pinot Nero 100%. Bellissimo rosa buccia di cipolla intenso, al naso note di burro, frutti rossi in confettura, pan brioche, pepe bianco sfumano in delicate note tostate. In bocca è fresco e morbido, con ancora spiccata la vena acida e dotato di grande persistenza. Perfetto per accompagnare tutto il pasto, predilige i risotti anche con ingredienti importanti. Da non perdere perché è un vino spumante Metodo Ancestrale fatto bene. Franco cantina a € (non ho capito cosa ho scritto, devo verificare, ma sembrano 20 €).

castello di stefanago io bevo così

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9. Il Casale: Chianti Riserva 2006

Sangiovese 100%. Dopo una macerazione di 30 giorni, passa 8 anni in cemento e 2 anni in grandi botti di castagno. Di un bellissimo rosso rubino impenetrabile, con un naso in cui sono presenti terziari affascinanti. Note di cuoio, ciliegia sotto spirito, grafite, rosa secca. Al palato sorprende per il suo potenziale di evoluzione, che lo rende un vino adatto da prendere e conservare ancora qualche anno. Morbido, strutturato e con un finale lunghissimo. Dopocena con formaggi come il crotto di Morbegno, in generale è perfetto per formaggi di grande struttura e persistenza. Da non perdere perché è un vino importante che saprà conquistare gli amanti del genere. Franco cantina a 25 €.

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10. Andrea Occhipinti: “Alea Viva” 2015

Aglianico 100%. Dopo una macerazione breve di 6 giorni trascorre 18 mesi in cemento. Bel colore rosso rubino con riflessi violacei, naso profumatissimo di frutti rossi. Al palato entra davvero morbido, freschissimo e dotato di una grande piacevolezza e una punta acidula interessante. Perfetto per l’aperitivo, in abbinamento a stuzzichini fritti o a salumi tagliati al coltello. Da non perdere perché è un vino con una bevibilità davvero eccellente. Franco cantina a 12,50 €.



La giornata è finita con Davide che mi è venuto a prendere in stazione a Brescia e siamo andati a mangiare a un giapponese di basso livello a Sarezzo che se non ricordo male si chiama Sakura e che mi ha fatto bere tutta la notte… pazienza! (Note: le alghe wakame sono indefinibili, il sushi sembra composto da un anziano col parkinson ed è privo di qualsiasi grazia estetica. Il tempura di gamberoni immangiabile tanto era unto. Il pesce di qualità accettabile per un All can you eat. Gli udon invece sono molto buoni.)

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Cheers ?

Chiara

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