Cara nonna Mira,
sono quasi 7 anni che sei mancata e la mia unica consolazione è immaginare che ogni giorno cucini piatti deliziosi al mio papà. Vi immagino così: tu stai stracciando gli ultimi passatelli mentre papà “ruba” l’ennesima fettina di lingua “per assaggiare se è cotta”. Dato che Francesco, che tu purtroppo non hai conosciuto, ma che ti sarebbe piaciuto tantissimo, non li ha mai mangiati, stasera ho deciso di prepararglieli. Ti penso. Penso alle nostre domeniche mattina, così meravigliose eppure così lontane, che ai tempi davamo per scontate.  Tu e nonno mi raccontavate spesso della Seconda Guerra Mondiale, tu eri solo una bambina quando nonno era prigioniero dei tedeschi in Austria. Oggi sono io a raccontarti che la Terza Guerra Mondiale è cominciata, non ci sono Stati contro altri Stati, non ci sono neutrali o nazioni che hanno deciso di non entrare in guerra: siamo tutti in campo contro un nemico invisibile chiamato Covid-19.

 

Guerra di ieri, guerra di oggi

Cara nonna, questa guerra odierna si differenzia con quella che avete vissuto voi perchè noi siamo viziati dai lussi contemporanei e stiamo chiusi in casa, al caldo, su un comodo divano, con internet, la TV, lo smartphone… e abbiamo fin troppo da mangiare per passare il tempo. Ci portano perfino la spesa a casa, ma c’è chi si lamenta e esce 10 volte al giorno per fare la spesa “a rate”. I social sono invasi di disadattati che a leggere i post si sentono eroi di guerra, reduci di chissà quale sacrificio, poi scopri che abitano da Roma in giù, dove il Covid-19 praticamente non esiste. Se abitassi ancora a Ravenna oggi mi sentirei tranquilla, invece vivo nello spartiacque tra Brescia e Bergamo, il Lago d’Iseo, nell’epicentro del Covid-19.  

Covid-19: vedo gente morta grazie a un proliferare di virologi dell’ultima ora

Cara nonna, la buona notizia è che tutta l’Italia è pilotata da un Presidente del Consiglio fuori dal comune: Giuseppe Conte. Anche se lo hanno tirato su i 5 stelle che non sono nemmeno lontanamente vicini al mio pensiero politico, ammiro tantissimo il nostro Premier. Non solo non ha abdicato o strumentalizzato il momento per fare propaganda, ma addirittura sta dimostrando coraggio, polso e lungimiranza facendo scelte impopolari per il bene di noi italiani. Sono certa che tutto il mondo ce lo invidia, a cominciare dal deficiente inglese che condanna a morte migliaia di persone confidando su una presunta immunità di gregge, o dal fenomeno americano che dice che la cura non può essere la malattia, ma intanto gli USA hanno superato Italia e Cina per contagi in meno di 15 giorni. 

Covid-19: ti chiedo scusa in anticipo per questa provocazione. Ah, no, non è una provocazione, lo penso sul serio.

Cara nonna, io credo che da un lato il Covid-19 era assolutamente necessario. La fetta del mondo più ricca e produttiva aveva davvero bisogno di fermarsi e trovare tempo per riflettere. Lo so, probabilmente per chi pubblica ogni giorno su Instagram un selfie con mezzo busto fuori dalla finestra e la faccia da vittima non c’è niente da fare, ma probabilmente il Coronavirus se lo prenderà in nome della selezione naturale. Per tutti quelli che invece approfitteranno di questa quarantena per riflettere sulla loro vita e sapranno riabbracciare quei valori nascosti da futili strati di ciccia, impegni e consumo, per loro sì ci sarà speranza. Il benessere ci ha reso ciechi, ma questo mondo connesso ci ha dato la possibilità di scattare foto capaci di arrivare ovunque in tempo reale, a patto che l’algoritmo – la vera divinità di questo millennio – le ritenga meritevoli. Certo, anche nel nostro ricco mondo c’è ancora qualcuno che sceglie di vivere sconnesso dalla realtà e ignora social network, siti di informazione, giornali e i telegiornali in nome di una superiorità autoproclamata. Sono individui pericolosi, ma per fortuna rari. L’informazione oggi può correre ovunque e questa libertà di circolare è la chiave del progresso. 

Cara nonna, questa è un’immagine che ti aspetti di vedere solo in guerra e che né la nostra generazione, né la generazione di tua figlia, la mia mamma, ha mai visto prima. Siamo nel centro di Bergamo: 70 camion militari portano via le bare dei cadaveri causati dal Coronavirus. Questi mezzi, incolonnati in via Borgo Palazzo, stanno trasportando le bare dal cimitero bergamasco ai forni crematori dell’Emilia-Romagna perché qua non c’è più posto e il forno crematorio -attivo 24 ore su 24- non ce la fa più. Alla faccia dell’influenza stagionale e dell’imbecillità dilagante.

Abbiamo sfidato la Natura, come ci dipingerebbe Turner oggi?

Cara nonna, le pandemie circolavano anche ai tempi delle economie curtensi, basta pensare alla peste che ha sfoltito l’umanità nei secoli a periodi alterni. E se fossimo semplicemente diventati un mondo troppo vecchio? E se il Covid-19 non fosse tanto necessario per farci ritrovare un senso della vita, quando per tagliare i soggetti più anziani che il progredire della medicina sta portando a vivere oltre il loro tempo beffeggiando la natura stessa? Il Covid-19 esiste nei mammiferi da decine di anni, è provato. Eppure è mutato proprio oggi e proprio oggi è capace di uccidere l’uomo. Può la natura avere innescato questo salto del virus per chiederci il conto? Ricordo un bellissimo documentario sui telomeri che mi ha fatto vedere Fabrizio. Sai cosa sono i telomeri? Immagina il nostro DNA come costituito dalle stringhe di una scarpa, hai presente le due estremità di plastica che fanno sì che il nastro di stoffa non si sfilacci? Ecco, quello è il telomero, il suo compito è far sì che il DNA sia copiato, da una cellula all’altra, in maniera corretta e completa. La lunghezza dei nostri telomeri è direttamente proporzionale alla nostra età. Quando il telomero diventa troppo corto per proteggere il DNA copiato, lancia un messaggio al nostro corpo: arrivederci e grazie, è ora di morire. Oggi esistono degli studi per far sì che la telomerasi, ovvero la proteina (mi sembra sia una proteina, ma non vorrei ricordare male) conservi i nostri telomeri per il maggior numero di anni possibili in modo da migliorare la qualità della vita degli anziani. 

Cara nonna, oggi pomeriggio ho montato le mensole… ti piacciono? Lo so, anche tu avevi 79 anni quando sei morta della stessa malattia del mio papà, assai più giovane di te. Perdonami se trovo questi studi l’ennesimo progetto egoista di questa parte ricca del mondo che, pur essendo una % ridotta, si scippa da sola la quasi totalità delle risorse. Davvero vogliamo studiare come far scalare l’Everest a un ultra 80enne quando in Africa la maggior parte dei bambini non raggiunge i 5 anni di vita? Davvero siamo così ciechi? E se la natura con il Coronavirus ci stesse chiedendo di ringiovanire il mondo? Non faccio politica, non devo essere votata da nessuno… quindi posso scrivere esattamente quello che penso. Se siamo 7 miliardi di essere umani nel pianeta, sperando ci siano sempre nuove nascite, non possiamo desiderare che la vita di qualità si protragga oltre, a meno che non colonizziamo davvero altri pianeti. Ma siamo sicuri che questa colonizzazione sia giusta? Oppure è più giusto il ciclo della vita secondo natura e investire affinché questo si compia per la quasi totalità di esseri umani?

Passatelli di Romagna: la ricetta originale della mia nonna Diomira

Cara nonna, ora ti saluto: è passata un’ora da quando ho messo la pasta dei passatelli in frigo. Ah, ho utilizzato fedelmente la tua ricetta… sono sicura che ti renderebbe felice sapere che l’ho messa a disposizione di tutti qui sul blog: tu eri così generosa! Non dire a nonno che ho finito l’Albana di Romagna secca da abbinarci…  A nonna, perdonami se ho paragonato il Covid-19 alla guerra: non ci sono case distrutte dai bombardamenti e soldati nemici che ci sparano a vista qui, solo poveri cretini che si lamentano se rischiano una multa perchè in casa, con ogni ben di Dio, non stanno abbastanza bene. Tuttavia se ci pensi è coerente con la nostra epoca, quindi sì, a modo nostro siamo davvero in guerra.

Ingredienti per 2 golosi:

  • 100 g di pangrattato
  • 40 g di Parmigiano Reggiano
  • 20 g di Pecorino Romano (perchè così hanno più sapore, mi dicevi mentre lo grattavo)
  • 2 uova intere + 1 tuorlo
  • 20g midollo di bue
  • noce moscata in quantità semi industriale (dicono che è tossica, ma noi romagnoli siamo complici del paradosso francese per quel che la riguarda).

Procedimento:

  1. Sbatti le uova e il tuorlo con la frusta, poi gratta la noce moscata e mescola ancora qualche secondo.
  2. Unisci tutto il formaggio.
  3. Straccia il midollo con la frusta e incorporalo al composto di uova e formaggio.
  4. Un cucchiaio per volta aggiungi il pangrattato. Serve tutto, ti consiglio di aggiungerlo lentamente solo per avere una migliore lavorabilità dell’impasto… ma se hai una impastatrice a casa puoi mettere anche tutto insieme e lavorare fin tanto che non otterrai un panetto uniforme.
  5. Lascia riposare un’oretta in frigo, poi tira fuori l’impasto e aspetta qualche minuto fintanto che non è ben lavorabile. Estrai i passatelli con l’apposito ferro per passatelli che puoi comprare su Amazon.
  6. Cuoci in brodo bollente 1 minuto da quando vengono a galla, rigorosamente fatto con la lingua di manzo. Visto che io e Francesco l’adoriamo, ho utilizzato quella salmistrata che è più saporita. In Romagna però non si usa… Io ho fatto il brodo con 1 patata, 1 crosta di formaggio di malga, 1 femore di manzo (da dove ho estratto il midollo) e la lingua… non avendo verdure in casa (carota, cipolla, pomodoro e sedano) perché me le consegnano domani ho utilizzato anche 1 cucchiaino di brodo granulare vegetale.
Chi indovina che vino ci ho abbinato?
Cheers
Chiara

Come diventare sommelier

(62 recensioni dei clienti)

Tutto quello che c’è da sapere sul vino in un solo libro. Il manuale è pensato per tutti gli aspiranti sommelier, ma è utilissimo anche per i “già sommelier” che vogliono ripassare, per i winelover che vogliono cominciare a dare basi concrete alla loro passione e per gli operatori di settore che vogliono guadagnare di più imparando sia a gestire la cantina del loro ristorante sia a vendere la bottiglia giusta ai loro clienti.

II Edizione: 1 dicembre 2019 – formato 16,5 x 24 cm, 430 pagine in bianco e nero, ISBN 978-88-943070-8-5 [IN VENDITA]

I Edizione: 31 ottobre 2018, formato 16,5 x 24 cm, 300 pagine in bianco e nero – ISBN 978-88-943070-1-6 [ESAURITO]

 34,00 IVA inclusa!

Svuota

IN OMAGGIO, solo per chi compra il mio libro su Perlage Suite, una copia della Prima Edizione da Collezione della mia Guida Vini Spumanti "500 Bolle in 500", prezzo di copertina 25,30 €.

ItalianoEnglishDeutschFrançaisEspañolNederlandsPortuguêsРусский日本語简体中文