Creare la carta dei vini di un ristorante è una vera impresa perchè ci sono tantissimi fattori che entrano in gioco. L’errore più comune è inserire vini secondo il proprio gusto personale senza tenere conto del tipo di clientela che si ha o si vuole avere. In effetti una delle prime cause della chiusura di un ristorante è l’ego dei titolari che creano un piccolo tempio a cui immolare i loro stessi soldi in quanto gli unici che effettivamente compiono sacrifici sono proprio loro. Il secondo errore più comune è guardare solo il prezzo e quanto si può guadagnare dalla singola bottiglia senza ragionare in prospettiva. Per questo consiglio sempre di frequentare queste piccole Masterclass organizzate in occasione di manifestazioni come la Milano Wine Week: forniscono soprattutto degli spunti di riflessione e confronto con chi il vino lo distribuisce… come ad esempio Partesa.

Partesa è un distributore di beverage del gruppo Heineken Italia fondato nel 1989 che si occupa anche di distribuzione vini con circa 40 cantine in esclusiva. Alla Milano Wine Week ha organizzato 2 Masterclass nella giornata di giovedì 8 ottobre, una in particolare dedicata ai vini esteri a cui mi ha fatto piacere partecipare. I vini in degustazione erano:

  • Champagne Grande Sendrée 2009, Drappier
  • Sancerre Blanc “Les Chasseignes” 2018, Raimbault
  • Herreletten Riesling Alte Reben 2017, Weegmüller
  • Chablis Vieilles Vignes 2018, Hamelin
  • Chablis 1er Cru Beauroy 2017, Hamelin
  • Chassagne Montrachet Abbaye de Morgeot 2017, Leroux

Se sei abituato a leggere quello che pubblico sai che ho un debole per questo genere di vini quindi non potevo proprio perdermi questa degustazione! 🤩

Ti ho promesso però di suggerirti 3 vini che dovresti aggiungere alla carta del tuo ristorante se sei un operatore del settore, ma anche che dovresti scegliere quando vai al ristorante se sei un winelovers! Prima di dirti quali ho scelto tra questi e perchè, ti voglio fare una panoramica di tutte e 6 le degustazioni.

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Champagne Grande Sendrée 2009, Drappier

Si presenta giallo paglierino intenso e brillante. Il perlage è fine, non particolarmente numeroso e persistente. Al naso presenta note evolute di burro e pasticceria con un finale piacevole di frutta esotica. In bocca è croccante, fresco, coerente, piuttosto sapido e lungo sul finale.

Non è male, ma non ha un rapporto qualità-prezzo convincente. La bolla in particolare la giustifico in un 2009 e in generale ha note troppo evolute in rapporto all’annata. Se vuoi che ti consiglio qualche grandioso champagne da mettere in carta lasciami un commento in fondo all’articolo!

milano wine week 2020 sancerre raimbault

Sancerre Blanc “Les Chasseignes” 2018, Raimbault

Si presenta giallo paglierino brillante, non particolarmente consistente. Al naso è intenso e particolare con note di tè bianco, fiori di castagno, cedro candito, incenso e una leggera riduzione. In bocca convince di più con una grande spalla acida, freschissimo, molto sapido e intenso. Coerente nel gusto, si arricchisce di note vanigliate e spremuta di arancia rossa. Elegante e con un lungo finale.

Altro vino che mi è piaciuto moltissimo, ma che ho un debole per il Sauvignon già lo sai! Forse forse i vini che ti consiglio sono 4 e non 3… perchè anche questo merita davvero! Viene elaborato da vecchie vigne che affondano le loro radici su suoli calcarei. Tutta la lavorazione è atta a preservare i suoi splendidi profumi.

milano wine week riesling alte reben

Herrenletten Riesling Alte Reben 2017, Weingut Weegmüller

Si presenta giallo paglierino brillante, non particolarmente consistente. Al naso è caratteristico di questa tipologia di giovani riesling con note intense di pompelmo rosa, fiori di tarassaco, ananas e un leggero idrocarburo. in bocca è coerente, grasso, freschissimo e sapido con un finale agrumato piuttosto lungo. Il residuo zuccherino viene stemprato dalla grande acidità.

La famiglia nobile dei Weegmüller, originaria di Zurigo, si è trasferita nella splendida Valle del Reno intorno al 1657 per produrre vino. Questo Spätlese Trocken Riesling colpisce per essere un perfetto equilibrio di frutta e idrocarburi con una bocca strutturata e freschissima che gli consente una molteplicità di abbinamenti.

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Chablis Vieilles Vignes 2018, Domaine Hamelin

Si presenta giallo paglierino brillante. Al naso è intenso e spettacolare, emozionante! Note di fiori bianchi, pane tostato imburrato e nocciola si intrecciano al mandarino candito per sfumare in un accento minerale, iodato. In bocca è coerente, grasso, morbido, elegante, fine e speziato. Ha un finale morbido e tostato piuttosto lungo.

Siamo in Borgogna, le uve di chardonnay provengono da un vigneto di oltre 70 anni che affondano le loro radici in un terreno calcareo. Vino con un rapporto qualità/prezzo stupefacente.

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Chablis 1er Cru Beauroy 2017, Domaine Hamelin

Si presenta giallo paglierino brillante, abbastanza consistente. Al naso è burroso, erbaceo con una nota di salsedine e un finale di cioccolato bianco. In bocca è coerente, freschissimo, elegante, piuttosto sapido e con un grande potenziale di invecchiamento. Lungo finale agrumato.

Più chiuso del precedente, lo consiglio solo se si ha la pazienza di aspettare qualche anno affinchè esprima tutte le sue potenzialità. Per un ristorante che non vuole tenere un capitale immobilizzato nella sua cantina è preferibile comprare il precedente: costa meno e si fa più bella figura col cliente finale. Non preoccuparti anche se non è un 1er Cru come questo: se ti ordinano uno Chablis che non è proprio la denominazione più modaiola che esiste, probabilmente sono clienti o curiosi o con una preparazione minima capace di non soffermarsi su “sti caxxi” premier cru.

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Chassagne Montrachet Abbaye de Morgeot 2017, Benjamin Leroux

Si presenta giallo paglierino brillante, abbastanza consistente. Al naso è pazzesco, pazzesco, ancora pazzesco: un orgasmo. Elegante e intenso, fine e con note affumicate di legno di cedro, sigaro del Nicaragua vintage 1997, burro di arachidi, pesca gialla. In bocca è coerente, freschissimo, elegante, emozionante. Lungo finale affumicato.

Compralo, ordinalo, rubalo quando nessuno ti guarda… no, ecco questo magari no! 😆 Benedetta Borgogna, con lo chardonnay non ti batte nessuno. Crea dipendenza, e non è proprio una bottiglia da 2 soldi. Ma ti assicuro che sono soldi spesi non bene, benissimo! Benjamin Leroux ha mezzo ettaro in questa meravigliosa Premier Cru di Morgeot e le sue vecchie vigne di oltre 70 anni di età affondano le loro radici in un terreno calcareo con una piccola parte di argilla.

Milano Wine Week: i 3 vini di Partesa che ti consiglio

 

Il primo consiglio è Herreletten Riesling Alte Reben 2018 di Weingut Weegmüller. Ne ho degustate praticamente tutte le annate ed è un vino che non si smentisce mai, soprattutto con i crudi di pesce e crostacei che adoro. La prima volta che l’ho assaggiato è stato in uno dei miei ristoranti preferiti in assoluto: Tentazioni Ristorante a Costa Volpino (BG). Prova le crudité di Sandro Pittelli con questo Riesling (in carta esce sotto le 30€) e scrivimi per ringraziarmi!

Il secondo vino che ti consiglio è lo Chablis Vieilles Vignes 2018, Hamelin perchè ha un ottimo rapporto qualità prezzo, è buonissimo e già pronto da bere. Certo può evolvere molto in bottiglia, ma anche ora fa la sua meravigliosa figura! Si abbina benissimo a carpacci di pesce di lago e di mare o frutti di mare crudi o in sauté.

Il terzo vino è lo Chassagne Montrachet Abbaye de Morgeot 2017, Benjamin Leroux che è spettacolare, incredibile, indimenticabile. Da bere da solo per meditare, o in abbinamento a qualsiasi preparazione a base di oca e a certi formaggi grassi che… mmmh.

Poi ci sarebbe quel Sancerre…

Cheers 🥂

Chiara

Puoi lasciarmi un commento in fondo alla pagina oppure che ne dici di scoprire i vini Lugana che mi sono piaciuti di più in questa altra Masterclass di questa Milano Wine Week 2020?

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