In Calabria la viticoltura ha origini antichissime, tuttavia oggi non gode di grande fama a livello nazionale e all’estero è praticamente sconosciuta. Purtroppo l’orientamento verso la quantità piuttosto che la qualità ha accentuato questa bassa considerazione, eppure esistono viticoltori illuminati che producono vini calabresi eccellenti, come nel caso di Cantine Lavorata. Ringrazio Daniele Lavorata per avermeli fatti scoprire, in particolare il Greco Nero di cui mi sono assolutamente innamorata! Ma prima di raccontarti queste interessanti degustazioni, voglio condividere con te i miei appunti sui vini calabresi in modo anche da darti una chiave di lettura orientata di quanto ho bevuto.

Incastonata tra due mari, la Calabria è una regione in cui si sono susseguite due culture in parallelo: quella italica e quella greca. Questo si è riflesso anche nel vino: se nell’interno stava nascendo un vigneto italico rudimentale, sulle coste i greci coltivavano con una maggiore consapevolezza tecnica. Siamo intorno al 300 a.C. e la Calabria è conosciuta come “Enotria”, terra degli Enotri (che prendono il nome dal personaggio mitologico Enotro, figlio di Licaone, sovrano di Arcadia, una storica regione dell’Antica Grecia). I vini calabresi erano già allora molto apprezzati e nei mercati vinicoli di Sibari, Crotone e Locri si caricavano le navi attraverso degli “enodotti” costruiti con tubi di argilla, in cui il vino confluiva dalle colline circostanti direttamente agli imbarchi. Le Tavole di Eraclea, che contengono due decreti sul costo dei terreni databili alla fine del IV sec. a.C., ci suggeriscono come il commercio del vino fosse estremamente importante per l’economia calabrese, al punto da generare numerosi investimenti. I terreni vitati infatti costavano circa 6 volte il prezzo di quelli destinati ad altre colture agricole. Teocrito, in un suo scritto, ci racconta di un vino di Biblia pregiatissimo, ottenuto da un vitigno originario della Tracia. Purtroppo con la conquista romana la viticoltura subì un brusco arresto perché anche qui si sostituirono le viti con i cereali di cui Roma era estremamente bisognosa. I vini calabresi tornano in auge nel Medioevo, quando sono esportati in tutto il Nord Italia, in Spagna e in Francia. I vini calabresi, fin dall’antichità, sono vini robusti che incontrano tantissimo successo fino all’epoca moderna, dove i gusti del consumatore medio sono cambiati in favore di vini di minor corpo, un grado alcolico più moderato e profumi più fruttati che speziati.

vini calabresi

La Calabria è una penisola lunghissima e stretta (mediamente non supera i 60 km da una costa all’altra. A causa della forma allungata e stretta i fiumi sono generalmente di piccola entità, per lo più a regime torrentizio (e asciutti in gran parte dell’anno) in letti ciottolosi, tranne il Crati e il Neto che si estendono per oltre 80 km. I terreni sono impervi: dalla costa si ergono ripide le montagne che sono organizzate in massicci o gruppi isolati. L’altopiano della Sila ha un aspetto alpino ed è ricoperto di boschi per un’altezza media di 1400 m s.l.m. I terreni sono generalmente poco consistenti a causa in quanto formatisi dallo sgretolamento di rocce cristalline. Le zone pianeggianti, un tempo paludose e oggi bonificate, hanno terreni alluvionali. Nell’Aspromonte i terreni sono poco fertili e poco consistenti. Sulle coste il clima è mediterraneo e presenta estati molto calde e asciutte e inverni miti e abbastanza piovosi. L’escursione termica, sia giornaliera sia stagionale, è molto modesta. Nell’interno il clima è continentale con estati calde e inverni rigidi. Sul versante tirrenico piove molto.

Sono stata in Calabria per la prima volta nell’estate 2015 e ho scoperto una terra meravigliosa popolata da persone ancora più meravigliose. Ho mangiato e bevuto benissimo, io poi che ho un debole per il peperoncino mi sono innamorata dell’ ‘nduja… soprattutto con la “pasta di casa”.

 

Vini Calabresi: vitigni chiave e tipi di allevamento

I vini a bacca nera sono più coltivati anche perché ottenere vini bianchi con una spiccata acidità è molto difficile, soprattutto con il clima particolarmente caldo che si raggiunge in alcune zone d’estate.

Vitigni a bacca rossa = Gaglioppo, greco nero, aglianico, alicante, magliolo canino, nerello cappuccio, sangiovese.

Vitigni a bacca bianca = Greco bianco, guardavalle, pignoletto, malvasia bianca, malvasia di Candia, manzoni bianco.

Tipi di allevamento = Alberello basso, cordone speronato orizzontale e verticale, la controspalliera e il tendone.

Vini Calabresi: zone vitivinicole

Provincia di Catanzaro = Catanzaro Lido

Provincia di Cosenza = Pollino, Valle del Crati, Verbicaro

Provincia di Crotone = Cirò, Cirò Marina, Torre Melissa, Val di Neto

Provincia di Reggio Calabria = Bianco, Casignana, Costa Viola

Vini Calabresi: una deliziosa degustazione a cura di Cantine Lavorata

Cantine Lavorata affondano le loro radici nella viticoltura calabrese fin dal 1800 quando Luigi comincia a dedicarsi all’allevamento della vite. Il figlio Domenico prosegue la passione del padre, ma l’inizio vero e proprio della storia enologica della famiglia lo si ha col secondo dei suoi dodici figli, Vincenzo, che già nel 1958 produce vino calabrese e lo vende in tutta Italia. Suo figlio Ilario fa crescere l’attività di famiglia coniugando tradizione e innovazione tecnologica. In poco tempo questi vini conquistano il mercato tedesco e quello belga. Oggi i figli di Ilario e Vincenzo continuano a portare in alto il nome dell’azienda con un’attenzione particolare ai vitigni autoctoni.

Vini calabresi – Cantine Lavorata: Greco Bianco IGT Calabria 2017

Si presenta di un giallo paglierino brillante e roteando il bicchiere si dimostra consistente, formando archetti abbastanza ravvicinati e regolari che ci fanno intuire un buon tenore alcolico.

Al naso è delicato, complesso ed elegante, con note di cumino, confettura di limoni e fiori d’origano che sfumano in una piacevole nota salmastra.

In bocca è intenso e coerente, fresco, morbido, molto sapido e con un finale lungo. La mia salivazione è nettamente aumentata. Perfetto da abbinare ai crostacei, al salmone fresco e al pollo in tutte le sue declinazioni.

14 % vol

I vigneti si trovano nel Comune di Riace, Città dei Bronzi, su un altopiano.

affina in piccole botti di castagno calabrese

Vendemmia fine settembre

Vini calabresi – Cantine Lavorata: Bivongi DOC Rosato  2017

Si presenta di un rosa corallo intenso e brillante. Roteando il bicchiere, forma archetti regolari dove il vino scende lento e ci fa intuire subito il suo buon tenore alcolico.

Appena l’ho messo al naso ho esclamato: “mamma che buono!” e devo dire che non me lo aspettavo assolutamente così! Il naso è delicato, complesso, fine ed elegante, con sentori di fragoline di bosco, buccia di peperoncini rossi, amarene sotto spirito, rose essiccate che si perdono in una scia minerale.

In bocca è coerente, morbido, freschissimo, abbastanza sapido e lungo sul finale. Mi piace molto così, da solo, da aperitivo, servito non troppo fresco… in alternativa se proprio ci vogliamo abbinare qualcosa sicuramente è perfetto con i salumi e le sarde impanate alla griglia!

Vini calabresi – Cantine Lavorata: Greco Nero IGT Calabria Rosso 2015

Si presenta di un rosso rubino intenso e semitrasparente. Roteando il bicchiere è consistente e forma archetti ravvicinati e regolari dove il vino scende lento, facendomi intuire il suo tenore alcolico importante.

Al naso è intenso, complesso ed elegante, particolarmente speziato. Si riconoscono note di pepe nero, chiodi di garofano, cuoio, cacao amaro, vaniglia, confettura di mirtilli e una scia di alchermes.

In bocca è coerente, ancora più speziato e dominano i chiodi di garofano in un piacevole intreccio vanigliato. Intenso, morbido, fresco e con un’ottima bevibili e una discreta lunghezza sul finale. Perfetto da abbinare ai brasati, carne o anguilla alla brace e salumi piccanti, ma l’ho immaginato subito con una pasta di casa all’nduja come quella deliziosa che ho preparato a Locri.

Vini calabresi – Cantine Lavorata: Bivongi DOC Rosso Riserva 2014

Si presenta di un rosso rubino intenso e semitrasparente. Roteando il bicchiere forma archetti regolari e il vino scende abbastanza lentamente.

Al naso è intenso, complesso, elegante con note di frutti a bacca nera che si intrecciano nella vaniglia per poi sfumare in un sentore affumicato.

In bocca è coerente, morbido, fresco, complessivamente elegante, giustamente tannico, abbastanza sapido e lungo sul finale. Si presta per essere abbinato a carne al BBQ anche con lunghe e saporite marinature, brasati, pasta fresca con sughi molto saporiti e formaggi stagionati.

Grazie a Danilo Lavorata per i suoi splendidi vini calabresi e per aver creato l’occasione di parlare della sua splendida terra.

Cheers 

Chiara

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