Ubriachi, volgarotti e casinisti amanti del selfie col bastone che frequentate il Vinitaly vi avverto: questo articolo non fa per voi. Buona lettura a tutti gli altri.

Appena rientrata dal Vinitaly sono andata sul sito di Verona Fiere per vedere se avevo “letto male”. E invece no, lo slogan dell’ente fiera di Verona è sul serio:

Sommiamo relazioni. Sottraiamo ostacoli. Moltiplichiamo idee. Condividiamo esperienze.

Bellissimo. Peccato che nella realtà sarebbe più giusto scrivere:

Sommiamo ostacoli. Sottraiamo idee. Moltiplichiamo le spese. Condividiamo (brutte) esperienze.

Nella news un po’ scarna e triste che ha pubblicato l’ente fiera di Verona sul suo sito web potete leggere che il Vinitaly è definito “piazza d’affari e di analisi dei mercati internazionali” ah si? Ok basta, la finisco di fare polemica. Ti riporto quanto sta accadendo dal 26 marzo su intravino.it dopo la pubblicazione della traduzione in italiano dell’articolo comparso sul sito del blogger statunitense Alfonso Cevola, vincitore nel 2013 del Premio Internazionale del Vinitaly con queste motivazioni:

“conosciuto come l’Italian Wine Guy per essere un profondo conoscitore delle grandi cantine, ma anche dei piccoli vitigni del grande patrimonio enologico italiano. Grande comunicatore, trasmette la sua passione per i vini e la cultura italiani attraverso il suo blog On the Wine Trail in Italy e con la sua intensa attività professionale che lo ha portato a essere direttore di Glazer’s Italian Wine negli ultimi 21 anni e Certified Specialist del vino e Special Contributor per The Dallas Morning News e The Well Fed Network”.

Innanzi tutto complimenti ad un uomo libero! Pochi blogger sono liberi di dire quello che realmente pensano in quanto è tutto un “dar un colpo al cerchio ed uno alla botte” per campare. Alfonso Cevola no, lui dice quello che pensa… e pazienza se a qualcuno di grosso da fastidio…

alfonso-cevola

Su On the Wine Trail in Italy scrive:

  1. Domenica, il primo giorno del Vinitaly, è ormai la festa degli alcolizzati che col settore del vino non hanno nulla a che fare. Alcuni padiglioni sono impossibili da affrontare a causa della folla di ubriachi che cercano arrogantemente di riempire i bicchieri. Nessuna operazione di business è possibile in questa giornata.
  2. La situazione dei parcheggi è ancora uno scherzo poco divertente. Stasera siamo rimasti tutti nelle nostre auto nel parcheggio di fronte a Veronafiere, con centinaia di altre auto che cercavano di uscire ed un’unica uscita aperta. Due ore dopo siamo riusciti finalmente a scapparne fuori. Ancora una volta in ritardo per i nostri appuntamenti serali. Davvero, quanto è difficile realizzare una linea di metropolitana snella che collega Veronafiere con le altre aree strategiche di Verona in modo da alleggerire la congestione? O aprire due uscite in più? Ne parliamo “solo” da 20 anni!
  3. Come si spiegano i gruppi di persone che stazionano davanti alle entrate dei padiglioni fumando e bloccando il passaggio? Questa dovrebbe essere una fiera professionale, non un posto dove fumare aspettando una prostituta. E quelli che si appoggiano alle porte e poi si irritano perché uno vuole aprirle per passare da un padiglione all’altro? Chi controlla l’area? Ovviamente nessuno…
  4. I bagni sono ancora, in gran parte, un disastro. Puzzano, i pavimenti sono pieni di piscio, e le donne ancora non hanno abbastanza bagni e sono costrette ad invadere il bagno degli uomini. Questo è disgustoso.
  5. Ancora non riuscite a ventilare come si deve alcuni dei padiglioni. Quanto può essere difficile mettere delle luci a LED che non scaldano l’ambiente, e aprire finestre per evitare che i padiglioni siano di un caldo soffocante?
  6. Ancora una volta, le comunicazioni all’interno dei padiglioni tramite gli smartphone non sono possibili a Vinitaly. Gli sms arrivano ore più tardi; per molti di noi non perdere la comunicazione fondamentale per incontrarsi o cambiare i luoghi di incontro. Durante le telefonate la linea cade di continuo. Il tentativo di accedere ad Internet per controllare le informazioni su una cantina od accedere ad un’applicazione, questo è ancora una grande sfida all’interno dei padiglioni di Veronafiere. Come possiamo migliorare qui la nostra attività, se non siamo in grado di utilizzare gli strumenti che sono essenziali nel mondo di oggi? Questo è uno scandalo in corso da sempre in cui i vertici di Veronafiere hanno fallito, ancora una volta, ad affrontare.
  7. Gli stand di tre cantine, amici nostri, sono stati vandalizzati e hanno avuto furti di vino. A quanti altri è successo di cui non sappiamo niente? È una coincidenza? O la mancanza di sicurezza?

 A questo punto mi sento di aggiungere qualche altro punto che ho considerato personalmente durante la mia visita, nella giornata di martedì 24 marzo 2015.

  1. La situazione dei parcheggi è drammatica: i parcheggi della fiera sono invasi da zingari che stendono panni, gettano rifiuti per strada e, peggio ancora, svuotano le auto vicine alle loro roulotte. Sporcizia e puzza dilagano, così come gli operatori ed i visitatori incazzati neri perché si sono trovati la macchina scassinata. Nessun controllo per la sicurezza di chi frequenta la fiera di Verona… eppure è pieno di vigili ed ausiliari che fanno multe ovunque, anche per mezza ruota fuori dalla riga del parcheggio. Come diceva mio nonno: “i soldi si chiedono solo ai poveri ed onesti che li pagano”.
  2. Ma è così difficile fare una lounge riservata agli espositori che fanno una pausa? Magari senza casino e con un bagno riservato? Non è possibile che stanno tutta la giornata in piedi in mezzo alla confusione e non possono rilassarsi un attimo in tranquillità.
  3. Ma perché nelle fiere dobbiamo mangiare costosi panini di gomma con pochi affettati e formaggi sudati dentro? Perché non possiamo ribellarci? Non chiedo un panino gourmet, ma almeno decente. Non ci vuole così tanto ad usare un pane di qualità e sfettolarci dentro un buon crudo… trovo vergognosa la ristorazione all’interno delle strutture fieristiche! Non credete che si concluderebbero affari migliori se invece di un panino cartonato mangiassimo un panino di qualità? E invece è giusto così vero? La gente va trattata male tanto viene e paga lo stesso… vergogna!
  4. Se è una fiera riservata agli operatori di settore, perché ci sono più turisti ubriachi che altro? Vediamo di limitare l’ingresso esclusivamente a chi lavora nell’industria del vino ed ai sommelier!
  5. I bagarini all’ingresso che vendono i biglietti a metà prezzo con a fianco le forze dell’ordine che li lasciano fare indisturbati come me li spiegate?

Basta! O si inizia a fare sul serio ed a rispettare le aziende vinicole che pagano fior di quattrini per esserci, o da quest’altr’anno si va a Milano… che tanto ci sono già tutte le infrastrutture dell’Expo belle che pronte! O da qualunque altra parte che funziona con un minimo di decenza!

Dal sito di Verona Fiere: “Il Centro Congressi di Veronafiere vuole far circolare il sapere con più tecnologia, più attenzione alle persone, più qualità. Soprattutto con più versatilità.”  Un bellissimo discorso che però non trova riscontro pratico. Io adoro Verona e vorrei davvero che fosse degna di questa manifestazione perché ci vengo sempre volentieri, ma serve impegno.

E se invece non cambia niente, io sono per boicottare il Vinitaly! Le aziende sono straordinarie, fanno cose straordinarie ed è per vendere il loro prodotto che esiste tutta questa matassa… vediamo di non dimenticarcelo! Ci vuole rispetto del lavoro degli espositori e ci vuole rispetto del tempo che i visitatori, reali operatori del settore, tolgono alle loro attività nel disperato tentativo di fare affari in questo frangente.

Però una cosa la dico: il logo ed il payoff del vinitaly sono davvero bellissimi! Quindi impegnatevi per far sì che  anche questa storia d’amore non finisca in tragedia!

[Tweet “#Vinitaly2015 – another love story -ended tragically- in Verona.”]

E tu ci sei andato al Vinitaly quest’anno? Come ti sei trovato? Come pensi possa essere migliorato?

Un abbraccio,

Chiara

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