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Metti una mattina assolata di inizio estate e un piccolo giardino segreto nel cuore di Milano… qui comincia una splendida degustazione nella casa della dottoressa Silvia Cirri, primario di Anestesia, Rianimazione e Terapia intensiva “tra settimana” e CEO della cantina Podere Conca nel week-end. Ah, che meraviglia! Ho appena sfogliato il nuovo catalogo, un insieme di schede di raro gusto estetico (con le finestrelle del logo come punto elenco nella scheda del vino mi ha ulteriormente conquistata) che profumano di DAS, la pasta modellabile che usavo da bambina per creare piccole sculture… prima ancora che al Liceo Artistico scroprissi come cuocere l’argilla o fare un calco in gesso. Sentire questo profumo mi risveglia splendidi ricordi d’infanzia, quando con mio padre ci divertivamo a creare con le mani qualsiasi cosa. Penso alla mia famiglia, alle mie origini. E credo che questa sia la chiave giusta per scrivere questo articolo. Quella di Podere Conca e di Silvia Cirri è la storia di un Bolgheri vino che nasce da una grande famiglia allargata, è la storia di legami che vanno oltre le definizioni, è la storia di persone per cui costruire non è un vanto, ma una missione. Certo, una missione che rende orgogliosi.

Bolgheri vino podere conca

Come non mi stancherò mai di ripetere, per me il successo è la conseguenza di un lavoro fatto con il massimo impegno e la massima cura del dettaglio. E questo impegno e questa cura li sento nei vini di Podere Conca, ancora prima di qualsiasi altra sensazione gusto-olfattiva. La seconda cosa che sento è la ricerca per la Bellezza, ma non una bellezza sfacciata, dozzinale, bensì una Bellezza colta che fa di una misurata eleganza la sua voce. Etichetta dopo etichetta, vino dopo vino, assaggio dopo assaggio.

Bolgheri vino podere conca

La stessa idea di invitare nella propria casa 6 giornalisti per una verticale intima e privata non è forse la stessa espressione di questa eleganza? Nessun evento rumoroso, nessuna formalità, nessuna ostentazione. Silvia Cirri ci ha accolto e si è confrontata con noi anche su temi che hanno esulato dal vino stesso, ma che ci hanno detto di quel vino più di qualsiasi catalogo. O almeno così è stato per me.

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Bolgheri vino: Apistòs 2019

Quanto ai vini, tre mi sono piaciuti particolarmente. Primo su tutti Apistòs IGT Costa Toscana, 100% cabernet franc. Sorrido a pensare quando mal sopportavo le note vegetali di questo vitigno, note che ora adoro in un vino ben fatto. Negli anni ho imparato che quelle note di peperone verde, foglia di pomodoro, alloro e terra sono croce e delizia del cabernet franc in quanto possono essere elegantissime o sgraziate a seconda della qualità del vino. Apistòs è un fiore immaginario, incredibile. Un nome importante, per quello che vuole essere il vino di punta dell’azienda alla sua prima apparizione.

Questo IGT Costa Toscana Cabernet Franc si presenta rosso rubino intenso, semitrasparente e molto consistente. Al naso sento tutti gli aromi varietali del vitigno arricchiti di note che esprimono un legno ben dosato: il peperone verde, la foglia di pomodoro, il pepe di seichuan, il legno di faggio, un delicato accenno di vaniglia e il cacao amaro. In bocca è fresco, giustamente tannico, strutturato, coerente ed elegante, con un lungo finale speziato. Forse la giovane età del vitigno enfatizza l’esuberanza dei suoi stessi profumi, ma in un bouquet così ampio per me il risultato è eccezionale.

Bolgheri vino podere conca

Bolgheri vino: verticale di Agapanto Podere Conca

  • ❤️ Bolgheri DOC 2020: si presenta rosso rubino semitrasparente, consistente. Al naso spicca il cabernet franc con note di foglia di pomodoro, peperone verde, frutti di bosco e pepe nero. In bocca è molto tannico, strutturato, caldo, morbido e con un’importante vena sapida. Lungo finale di pepe nero.
  • ❤️ ❤️ Bolgheri DOC 2019: rosso rubino intenso, appena trasparente e consistente. Al naso è particolarmente interessante, delicato, complesso ed elegante con note balsamiche e medicinali. Si riconoscono peperone verde, pino mugo, rabarbaro, liquirizia, viola e un delicatissimo accento di vaniglia. In bocca è molto morbido ed equilibrato, con una grande struttura e un tannino potente ma ben amalgamato. Lungo finale di pino mugo.
  • ❤️Bolgheri DOC 2018: rosso rubino intenso, appena trasparente e piuttosto consistente. Al naso è balsamico, molto elegante e fine. Al naso è complesso, con note di liquirizia, cioccolato fondente, pepe rosa, more selvatiche e una punta di buccia d’arancia rossa. In bocca è coerente, elegantissimo, fresco, strutturato e con un tannino leggermente astringente ma ben amalgamato. Morbido e dotato di grande equilibrio, lungo sul finale.
  • Bolgheri DOC 2017: rosso rubino intenso, appena trasparente e piuttosto consistente. Al naso non mi fa impazzire, la prima bottiglia era un po’ “seduta” e leggermente ossidata con note di frutta un po’ cotta, mentre la seconda, pur essendo migliore, tradisce un’annata calda. Note di confettura di gelsi neri e sottobosco. In bocca è un po’ troppo morbido, manca un po’ di freschezza e è già maturo.
  • Bolgheri DOC 2016: rosso rubino intenso e semitrasparente, piuttosto consistente. Al naso è molto intenso con note di inchiostro, cioccolato, vaniglia, rabarbaro e canfora. Un bel naso, anche se non il mio preferito. In bocca manca un po’ di coerenza al naso, si discosta da quelle note più dolci e si sente la vicinanza col mare. Finale non lunghissimo, ma dotato di ottima bevibilità.
Bolgheri vino podere conca

A tavola abbiamo degustato anche il 196 e l’Elleboro, di cui ti invito a scoprire la mia degustazione in questo articolo dove racconto la visita in cantina per il mio scorso compleanno.

Quanto al 196 Cabernet Sauvignon 2020 si presenta Rosso rubino con riflessi violacei, consistente. Al naso è delicato e caratteristico con note di cioccolato, ciliegie e liquirizia. In bocca è coerente, fresco, morbido e con un tannino piacevolissimo. Vino da tavola o “gastronomico” come si usa dire dotato di grande bevibilità.

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Bolgheri vino podere conca

Grazie ancora una volta a Silvia Cirri per l’ospitalità e il suo lavoro. Grazie a Simonetta per averci cucinato un ottimo pranzo. Un abbraccio a Flavia. E grazie Maddalena Mazzeschi (agenzia stampa Podere Conca) perché mi piaci tantissimo.

Cheers 🍷

Chiara

PS Ho avuto un gran piacere di vedere Hosam Eldin Abou Eleyoun, il nostro presidente AIS Lombardia… un grande in bocca al lupo per le elezioni di oggi e di domani. Come sempre sono con te! Ho sentito dire ne “La casa di Carta” (sono ispirata perchè mio marito la sta riguardando per la decima volta) che in una partita Camerun-Brasile si tifa il Camerun perchè l’essere umano tende a prendere le parti dei più piccoli, indifesi e/o perdenti. Io sarò diversa perchè istintivamente tifo Brasile. Mi piace chi sa lavorare appassionatamente e professionalmente, vincere è “solo” una conseguenza. E tu per me sei il Brasile.

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