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Stasera ho degustato un vino così buono da sconvolgere il mio calendario editoriale. Quindi eccomi qui, a parlarti della mia Romagna e a stupirmi perchè a pochi km da dove sono nata e da dove ho vissuto per ben 30 anni c’è un vino pazzesco di cui ignoravo totalmente l’esistenza! E dato che ho creato un abbinamento vino cibo magico – a proposito, mi segui su Spotify e ascolti già il mio podcast “Il Rosso (non) sta bene con tutto?” – ti voglio condividere anche una ricettina super facile, super economica e super gustosa perfetta anche se non sai come cucinare il cefalo!

“ViVi” Colli di Rimini DOC Rebola 2018, San Valentino

Esordisco con: è buono da rimanerci secchi! Si presenta di un bel giallo paglierino carico con riflessi oro verde, consistente. Al naso sentori che mi ricordano immediatamente il riesling, invece è 100% grechetto gentile. Il profumo è intenso, minerale e fine, assolutamente buonissimo. Un intreccio di agrumi, salsedine e idrocarburo che sfuma nella menta e mi ha ispirato il cefalo nella ricetta che ti scrivo dopo. In bocca è coerente, elegante, grasso, morbido, fresco, strutturato e con una pseudocalorica gestita benissimo nonostante i 14%vol. Lungo finale di scorze d’arancia con cioccolato bianco e vaniglia.

vivi vini san valentino regola ricetta cefalo

Ho guardato quanto costa la bottiglia, indicativamente si trova intorno a 20€. Il mio pensiero? Proporre un vino bianco romagnolo a 20€ non è facile, ma in una degustazione alla cieca, in un’altra regione costerebbe tranquillamente 30€, o addirittura di più. Quindi per me ha davvero un ottimo rapporto qualità prezzo e sono orgogliosa che la mia terra è capace di sfornare delle perle simili (ricordati che anche se vivo in Lombardia in me batterà sempre un cuore faentino❤️).

cefalo ricetta vini san valentino regola colli di rimini

Cefalo con menta e limone: ricetta super facile

Cefalo: ingredienti per due persone

  • 2 cefali freschi da circa 400g ciascuno (puliti)
  • 5 cucchiai abbondanti di pan grattato grossolano
  • 3 cucchiai d’olio extravergine di oliva
  • 14 foglie di menta fresca
  • 1 limone con la buccia edibile

Cefalo: preparazione sulla piastra

  1. Lava il cefalo in acqua fredda corrente e tamponalo con un panno carta.
  2. Metti la piastra a scaldare, io nell’induzione che va da 1 a 9 la metto a 7, quindi direi a fuoco vivo! Come piastra uso la bistecchiera ondulata della Tescoma che mi ha regalato mio cugino Marco per Natale e senza la quale non potrei più vivere: la adoro! Perfetta sia in forno sia per l’induzione, la puoi comprare su Amazon a questo link.
  3. In una ciotola metti l’olio, la buccia grattuggiata del limone e il succo del limone ed emulsiona (sbatti) con una frusta (forchetta). Aggiungi la menta spezzata con le mani e il pangrattato e mescola con cura.
  4. Riempi ogni cefalo – nella zona dove hanno tolto le interiora – con metà composto e adagialo sulla piastra bollente.
  5. Dopo 10/12 minuti gira il cefalo dall’altro lato e cuocilo per altri 10/12 minuti. Servilo ben caldo, possibilmente accompagnato a delle patate per un perfetto fish & chips.
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Cefalo con menta e limone e Vi Vi Colli di Rimini DOC Rebola 2018: la perfezione è servita!

Una cena davvero deliziosa  e inaspettata, che potrai preparare per una persona che ami con pochi euro e estrema facilità per vivere a casa tua una serata davvero speciale. Sai che ho pagato i due cefali solo 2,80€? Se hai già bevuto questo vino o conosci questa azienda scorri la pagina e scrivimi un commento… io ti anticipo solo che ho bevuto un altro loro Cru, il Conte di Cavigliano Sangiovese Riserva Colli di Rimini DOC e mi è piaciuto tantissimo nonostante l’annata 2017 sia stata particolarmente difficile (ti ricordi la gelata che ti ho raccontato in questo articolo?).

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“Vi Vi” 2018 San Valentino: ma è elaborato da uve grechetto o pignoletto?

Un’ultima curiosità per i “non romagnoli”: la rebola è il nome che assume il pignoletto bianco in quel di Rimini e viene lì chiamato anche grechetto. In realtà il pignoletto e il grechetto, pur simili, sono due vitigni diversi e pertanto sarebbe più giusto correggere la scheda tecnica con il nome pignoletto. Segnalo inoltre che quei sentori di riesling che ho sentito al naso sono più che corretti in quanto il pignoletto bianco è stato più volte confuso con il riesling italico al punto che questo ne è diventato un “sinonimo errato”. Capisco che l’azienda San Valentino si senta più vicina al grechetto: il pignoletto nell’immaginario collettivo è un vino frizzante o spumante quasi sempre di poco o pochissimo pregio vinificato in Emilia… meglio ricorrere al sinonimo umbro per la commercializzazione…

Cheers 🍷

Chiara

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