Adoro il Natale. Se penso ad un periodo dell’anno che mi rende felice è proprio questo. Amo la cioccolata calda, la neve, le lucine che scaldano ambienti, vie e cuori. Amo guardare film carichi di spirito natalizio con villaggi incantati, vecchi amori e famiglie felici. Amo bere un buon calice di vino rosso con mio marito sotto la coperta sul divano. Amo la yankee candle accesa e il profumo di mela, cannella, noci, vaniglia, burro fuso e ambra che scalda ogni ambiente (a proposito, oggi ho approfittato dei giorni pre-black friday per prendere questa candela della yankee candle “Red Apple Wreath” in giara grande a 19€… incredibile!). Stasera stiamo bevendo 2 calici di Vino Nobile di Montepulciano 2015 “Settecento” di Podere Casanova ed è così magico!

In questo periodo di quarantena sto vivendo come sospesa e in un qualche modo il vino è il legame tra passato e futuro. I giorni scorrono uguali, ma devo dire che complessivamente mi sento felice. Sto studiando molto perchè tra 20 giorni ho il primo esame: Scienze e Tecnologia dell’Enogastronomia. C’è tanta tanta roba, ma credo di non aver mai studiato qualcosa di così prezioso in 35 anni. Devo dire che adoro seguire le videolezioni e prendere appunti mentre mi godo un calice di vino speciale.

podere casanova vino nobile montepulciano

Niente amo di più però di scrivere di vino cullata dal rumore dell’acqua intrecciato al jazz di Jonh Coltrane. Quanto mi rilassa. Ricordo la prima volta che lo ascoltai, a casa di un vecchio amico, Guido Barosio, all’epoca direttore di La Presse. Era il 9 luglio 2012 e lui aveva trovato un paio di giorni da dedicarmi nella sua Torino per accompagnarmi al concerto di Brian Eno alla Reggia di Venaria. Sto degustando proprio ora un calice di Euforia, ed è così che mi sento a ricordarmi quella serata splendida! Mi sembra incredibile che siano già passati 8 anni, ed ancora più incredibile che l’unica volta che sono stata in gondola nella mia vita l’ho fatto a Torino e non a Venezia!

chiara bassi guido barosio

Ecco, uno dei doni del vino: la capacità di farti viaggiare nello spazio e nel tempo. Di risvegliare ricordi, stati d’animo ed emozioni. Grazie ai suoi colori, ai suoi profumi e al calore che ti scende nella gola. Euforia è un vino bianco splendido, a partire dall’etichetta che mi ha ricordato un quadro di Mondrian. Viene elaborato da uve chardonnay, grechetto, e verdell di un vigneto posto nel comune di Piegaro, in provincia di Perugia. Domattina ho giusto un appuntamento per una degustazione virtuale di vini bianchi umbri per il mio prossimo articolo e lo considero quasi “un segno”… giusto una settimana fa mi lamentavo di non bere spesso vini di questa regione! In realtà Euforia è una vera “Poesia Toscana”, però i vigneti sono a un passo dalla splendida Città della Pieve!

Podere Casanova: Euforia 2019

Si presenta di un bel colore giallo paglierino intenso e brillante, consistente. Al naso ha un profumo ampio ed elegante, con note di mandarino candito, yogurt alla banana, succo di mela, frutto della passione, ananas e resina di pino mugo. In bocca è grasso, caldo, sapido e avvolgente. Ha un finale lunghissimo. Un grande bianco, perfetto da solo per rilassarsi e perdersi… ma con dei crostacei crudi – in particolare scampi – può essere emozionante.

Le uve vengono raccolte a mano in piccole cassette e selezionate con grande cura. La pressatura, a grappolo intero, è molto soffice. La fermentazione alcolica viene fatta in parte in piccole vasche d’acciaio e in parte in tonneau. A fermentazione terminata viene fatta una chiarifica a freddo. L’affinamento dura 6 mesi e viene fatto in parte in acciaio e in parte in legno.

La Val d’Orcia e la dicotomia tra Cosmos e Taxis

Penso che questo vino, anzi questi vini sono così buoni perchè nascono in Val d’Orcia. Sei mai stato in Val d’Orcia? Io credo sia davvero uno dei posti più belli del mondo. Ho davanti agli occhi queste strade che risalgono colline, i campi dorati alternati a vigneti ordinati scanditi da imponenti cipressi che sembrano dipinti dalla mano del più sapiente degli artisti. L’Italia è tutta splendida e ogni regione custodisce colline meravigliose… ma quelle della Val d’Orcia hanno qualcosa di incredibile. L‘Eccellenza nasce dall’Ordine, cosmos e taxis. Hai mai sentito parlare di quel genio di Friedrich August von Hayek che – tra le cose- nacque l’8 maggio proprio come me? Va beh, di qualche anno prima… se non ricordo male era la fine del 1800! Comunque nel suo libro “Legge, legislazione e libertà” scrive: “l’ordine è uno stato di cose in cui una molteplicità di elementi di vario genere sono in relazione tale, gli uni rispetto agli altri, che si può imparare, dalla conoscenza di qualche partizione spaziale o temporale dell’intero insieme, a formarsi aspettative corrette sulle altre parti dell’insieme, o almeno, aspettative che hanno una buona possibilità di dimostrarsi corrette”. Cosmos è l’ordine endogeno, proprio della natura mentre taxis è l’ordine esogeno, proprio dell’artificio umano. Ecco, io credo che in questa dicotomia ci sia il segreto del vino toscano.

Sono andata fuori tema? Forse… ma del resto il mio wine blog si chiama Perlage Suite e la Suite è una successione di varî elementi analoghi che costituiscono un insieme omogeneo. Insomma, che ho una fissa sul concetto di ordine ora ti è chiaro… però davvero pensaci: si può lavorare bene in un ambiente brutto e caotico?

podere casanova val d'orcia

Non ti parlerò di Podere Casanova o di chi lo ha creato perchè non ci sono ancora stata. Appena usciamo dalla quarantena non vedo l’ora di andarli a trovare e raccontarti tutto! Già mi vedo con mio marito a rilassarci passeggiando tra vigneti, borghi incantati e boschi secolari. Per ora quindi mi “limiterò” a raccontarti altri 3 vini che mi hanno colpito.

Podere Casanova “Leggenda”, IGT Toscana 2016

Si presenta rosso rubino cupo appena trasparente e consistente. Al naso è intenso ed elegante, il legno è usato con grande maestria. Si riconoscono vaniglia, cioccolato, tartufo, fungo porcino, cuoio, gelso fresco e in confettura che sfumano in un finale affumicato. In bocca è morbido, fresco, appena sapido. Un lunghissimo finale di spezie dolci e cioccolato incanta. Questo è stato il primo vino dell’azienda che ho bevuto. Mi piaceva il nome e mi piaceva l’etichetta. L’abbinamento è stato centratissimo: ho fatto le crespelle con i tomini al tartufo d’Alba che ho trovato nel meraviglioso cesto di natale di Cantine della Franciacorta… ma questo te lo racconto domani!

Questo vino viene elaborato da uve syrah, merlot, sangiovese e cabernetsauvignon da piante che affondano le loro radici su un terreno di depositi pleistocenici costituiti da sabbie brune giallastre. Vigneto ad alta densità impiantato nel 1998. Raccolta manuale a fine settembre – inizio ottobre. Fermentazione in barrique e tonneaux per 15/20 giorni. Macerazione sulle bucce per 10 giorni. Affinamento in legno in barrique nuove per 18 mesi e 6 mesi in bottiglia prima di essere messo in commercio.

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Podere Casanova “Irripetibile” IGT Toscana 2016

Si presenta rosso rubino impenetrabile e consistente. Al naso è intenso e molto fruttato con note di confettura di frutti di bosco e frutta matura tipo fico, cioccolato e spezie. In bocca è molto giovane e ha un tannino ancora un po’ aggressivo. La grande spalla acida suggerisce uno straordinario potenziale di invecchiamento. Da comprare adesso e dimenticare tassativamente in cantina… anche qui ho azzeccato davvero l’abbinamento. Ho fatto una pasta e fagioli da urlo con i maltagliati che ho fatto in casa e una cremina di cannellini squisita! Peccato che non avevo anche qualche cotica! Se lo sai aspettare qualche anno sicuramente eccelle sicuramente anche con i formaggi, oggi lo preferisco con carni saporite come agnello o cinghiale.

Questo vino viene elaborato da uve sangiovese, merlot, petit verdot e cabernet sauvignon che nell’ultima decade di settembre vengono raccolte a mano e selezionate. Fermentazione dell’intero uvaggio in barrique/tonneau per circa 15/20 giorni. Macerazione sulle bucce per circa 10 giorni. Fermentazione malolattica e affinamento per 6 mesi in barrique nuova. Riposa in bottiglia per 4 mesi prima di essere messo in commercio.

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Podere Casanova “Settecento” Vino Nobile di Montepulciano 2015

Si presenta rosso rubino impenetrabile e consistente. Al naso è fine ed elegante, un susseguirsi di note balsamiche, tostate e speziate. Cacao amaro, foglia di tabacco e un finale animale. In bocca ha un tannino pazzesco, ma ben amalgamato che suggerisce un potenziale di invecchiamento tendente all’infinito. Anche qui c’è una grande spalla acida, ma è altrettanto grande la piacevolezza nonostante sia ancora spostato sulle parti dure. Bella sapidità e un finale molto molto lungo. Ha un rapporto qualità prezzo scandaloso… cosa ci ho abbinato? Assolutamente niente! Questo per me è un vino da meditazione… ci puoi abbinare giusto “My Favorite Things” di Coltrane come sto facendo ora! 

Questo vino viene elaborato da uve sangiovese provenienti da una zona del vigneto familiarmente chiamato “Il Bosco”. Dopo la raccolta manuale con selezione dei grappoli nella prima decade di ottobre, per circa 30 giorni le uve fermentano in tini troncoconici di acciaio a temperatura controllata di 26-28°C. Segue una pressatura soffice e la selezione delle differenti frazioni di mosto. La fermentazione malolattica avviene in acciaio, poi viene  trasferito in barrique, tonneau e botti 1000lt francesi per 24 mesi. Riposa in bottiglia per 6 mesi prima di essere messo in commercio.

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Un’altra cosa che adoro è il gufo che hanno scelto come logo e non solo per l’eccellente resa grafica. Non so quanti sanno che l’avventuriero veneziano Giacomo Casanova, i cui passaggi in queste zone hanno ispirato il nome a questa azienda (ed è anche un omaggio alle origini venete dei titolari), era anche un alchimista e portava sempre con sé un talismano a forma di gufo. Ricordo che ne “Il Casanova” di Fellini il suo amuleto maschile era una specie di carillon a forma di uccello dorato che aveva le sembianze di un gufo. Curioso che questo animale, da sempre simbolo di saggezza, qui diventa simbolo di virilità. L’uccello meccanico si anima sollevando la testa e battendo le ali con una musica metallica e stridente avviluppata in un ritmo frenetico quando Casanova è occupato nelle sue imprese sessuali.

Il gufo del logo lo trovo tanto simile a quello del film… oppure sono io ad essere così appassionata di cinema che ci trovo riferimenti ovunque?

Cheers

Chiara

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