Durante la Milano Wine Week 2020 ho assaggiato un vino che mi ha colpito particolarmente, il Moscato di Scanzo di Villa Pagnoncelli Folcieri. Così ho pubblicato sul mio profilo Instagram un video mentre lo “spillavo” e da lì è nata la mia conoscenza con Francesca, erede di un capitolo della storia dell’arte e della viticoltura italiana. Ci siamo innamorate, ma non potevamo evitarlo. Due percorsi che si intrecciano, prima nell’Architettura e nella Storia dell’Arte, poi nel giornalismo e infine nel vino. Simili, diverse, accomunate dall’amore per gli animali, per le cose buone e fatte bene, per l’innovazione che parte dalla tradizione. La stessa settimana mi ero innamorata di qualcosa tremendamente vicino a me e Francesca: i gioielli GrandTour Collection della Famiglia Borrazzi d’Eramo, una perla della città eterna. Una storia che si avvicina incredibilmente, col nonno che nel 1947 crea un laboratorio orafo, la seconda generazione che lo trasforma in un negozio d’anticquariato e la terza che sintetizza il lavoro dei nonni e quello dei genitori in una collezione di gioielli capaci di innovare il cammeo, custode dei più bei segreti della Storia dell’Arte. Villa Pagnoncelli Folcieri, una dimora estiva della nobiltà bergamasca, ha affreschi e dipinti settecenteschi che ritraggono miti e allegorie, tra cui la vendemmia.

Considera questo parallelo davvero solo un cammeo – per rimanere in tema – di un articolo che scriverò tra qualche giorno. Te l’ho fatto perchè per la foto di presentazione di questo articolo su Instagram ho scelto uno scatto che ritrae due prodotti di grande innovazione e orgoglio del Made in Italy in cui figurano sia GrandTour Collection sia Villa Pagnoncelli Folcieri. Per quest’ultima poi ho scelto una foto “non convenzionale”: la sua birra rifermentata in bottiglia con mosto di moscato.

Il Moscato di Scanzo nasce dall’omonimo vitigno autoctono a bacca rossa coltivato su una piccolissima area di appena 31 ettari nel solo comune di Scanzorosciate in provincia di Bergamo che gli ha valso il titolo di più piccola DOCG d’Italia. La produzione limitata nonchè il particolare processo di elaborazione ne fanno un vino di nicchia che è però capace di conquistare appassionati quanto curiosi.

Storicamente si attesta l’origine del Moscato di Scanzo intorno all’anno 900 a.C. In quegli anni gli Atestini – civiltà paleoveneta che si era espansa ad ovest fino al fiume Serio – fondarono il villaggio Ros – dal greco mazzo d’uva – che con l’aggiunta del celtico ate divenne Rosate e si trasformò a sua volta in Rosciate all’inizio del 1800. Certamente il nome mazzo d’uva non fu casuale…

Una curiosità: nel 1850 il Moscato di Scanzo era l’unico vino italiano quotato alla Borsa di Londra e il suo valore era 50 ghinee alla botticella. La ghinea fu la prima moneta d’oro ad essere coniata meccanicamente nel 1663 e fu una storica moneta britannica che doveva il suo nome alla Guinea, lo stato da cui proveniva l’oro usato per coniarla. Il valore originario era 1 sterlina ovvero 20 scellini, ma in quel periodo valeva circa 30 scellini grazie all’aumento dell’oro. Pur essendo stata sostituita, in ambiente aristocratico – per pagare terreni, opere d’arte… – si è utilizzata fino al 1971 e tutt’oggi i cavalli da corsa sono valutati in ghinee.

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Villa Pagnoncelli Folcieri: il benvenuto in uno splendido giardino all’inglese

Abbiamo ricevuto un dolcissimo benvenuto dagli occhi azzurri più belli e dolci che avessi mai visto, uno splendido cagnolone che accompagnava la padrona di casa, Francesca.😍🐾 Ci hanno accolto in un curatissimo giardino all’inglese, intimo come una bomboniera grazie alle mura di cinta, che incornicia un porticato dove deve essere davvero splendido organizzare un aperitivo durante un evento. Sarà che io e Francesco ci siamo appena sposati… ma non resisto a osservare ogni location da questo punto di vista! 😄💕

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Villa Pagnoncelli Folcieri: l’accoglienza nel salone affrescato

Francesca ci accoglie nel salone affrescato e ci racconta la storia della sua famiglia e, in particolare, dei suoi vini. La villa è stata acquistata dalla famiglia Pagnoncelli verso la metà del 1800, ma è solo nel 1962 che viene prodotta la prima bottiglia di Moscato di Scanzo da nonno Giancarlo, farmacista di terza generazione. Il vigneto, posto nella posizione migliore della DOCG, era prima noto come vigna del parroco (e si sa chi si prendeva allora i terreni migliori…) e diventa dopo la vigna del farmacista. Insieme ad un piccolo gruppo di viticoltori Giancarlo Pagnoncelli salva e rilancia questo antico vitigno.

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Villa Pagnoncelli Folcieri: conosci lo stile birraio IGA?

La prima birra che abbiamo degustato è Sirio, una birra IGA – Italian Grape Ale – con 8% di mosto di moscato giallo passito, 92% malti d’orzo. Ti anticipo che scriverò un articolo dedicato a questo stile birraio… 

Per produrla viene fatta una doppia fermentazione con lieviti d’abbazia e inglesi e successivamente viene eseguito il blend. Dopo una breve rifermentazione in bottiglia viene spumantizzata in Franciacorta. Matura circa 2 mesi in acciaio e poi in bottiglia. Per elaborarla sono stati scelti luppoli continentali e americani capaci di esaltare le caratteristiche organolettiche del moscato giallo.

Si presenta di un bel color oro intenso con sfumature antiche, velato. La spuma di colore bianco candido è cremosissima, fine e piuttosto persistente. Il naso è caratteristico e “tradisce” immediatamente la presenza di questo tipo di mosto grazie ad aromi particolarmente caratteristici. Pur non essendo particolarmente complessa al naso, riconosco note di pesca gialla, frutta esotica, pepe rosa, salvia, uva passa e miele. In bocca è pazzesca grazie a un grande equilibrio tra freschezza, morbidezza e acidità, dolce e amaro. La bollicina è ben presente, ma cremosa e fine e particolarmente piacevole. Il suo tenore alcolico di 7,9%vol non si sente grazie alla sua grande bevibilità.

villa pagnoncelli birra artigianale moscato sirio

Mùscat viene prodotta col 10% di mosto di moscato di scanzo passito aggiunto a fine bollitura. 90% malti: pilsner, carapils, aromatic, crystal, biscuit; luppoli: mosaic, citra; 3 lieviti: uno inglese e due belga. Particolarmente interessante è che la fermentazione viene condotta in 3 fasi con 3 lieviti diversi per avere una maggiore complessità aromatica.

Si presenta di un bel colore ambra scuro e intenso con una sfumatura caramello, torbida. La spuma è cremosissima, non particolarmente abbondante ma molto persistente. Al naso è una favola: ampia con note balsamiche, affumicate e di miele millefiori. Si riconoscono il profumo della caldarrosta, della liquirizia, del cacao e della menta. In bocca è coerente, cremosa e piacevole, appena più fluida di come te l’aspetti. Molto persistente.

villa pagnoncelli birra moscato

Villa Pagnoncelli Folcieri: la visita nella villa e in cantina

Villa Pagnoncelli è davvero una chicca da visitare perchè racchiude in sé meravigliosi affreschi, mobili antichi e una piccola, piccolissima cantina tenuta come un gioiello. Il salone, la libreria, le stanze dei nonni presentano meravigliosi soffitti affrescati in un impeccabile stato di conservazione. Del resto custodire un patrimonio artistico come questa dimora è una grande responsabilità che la famiglia Pagnoncelli assolve con un’impeccabile dedizione.

villa pagnoncelli affreschi

Dopo esserci spostati in cantina Francesca ci racconta come viene elaborato questo vino così delizioso. Le viti si trovano in un territorio collinare esposto a sud e affondono le loro radici in una roccia calcareo-marnosa chiamata Sass de Luna.  Pur essendo particolarmente dura e resistente, sotto l’azione degli agenti atmosferici locali, si sgretola diventando polvere. Questo fenomeno fa sì che il terreno acquisisca un’alta mineralità e una scarsa riserva idrica rendendo il moscato di Scanzo particolarmente resistente alla siccità, sano e profumato.

La vendemmia avviene tra la fine di settembre e la metà di ottobre a seconda dell’andamento climatico. In questa fase si eliminano tutti gli acini rotti o acerbi e si selezionano le uve con grande cura. L’appassimento – che dura almeno 21 giorni – avviene su graticci o in locali termo condizionati e ventilati per evitare la formazione di muffe. Ogni giorno viene controllato lo stato di salute dei grappoli e il rapporto tra zuccheri e acidità. La pigiatura ha una resa bassissima, meno del 30% si trasforma in vino. La fermentazione con macerazione delle vinacce così come utte le fasi della lavorazione avvengono in vasche di acciaio inox per preservare i profumi primari del vitigno. Il vino deve maturare almeno 2 anni in acciaio prima di essere imbottigliato.

villa pagnoncelli folcieri moscato di scanzo

La zona riservata alle bottiglie in affinamento è piccolissima e mi sono sentita davvero onorata che Francesca mi ha invitato alla sua verticale. Una verticale è sempre un’esperienza meravigliosa, ma quando si parla di una riserva così limitata diventa un’esperienza anche davvero preziosa.

villa pagnoncelli folcieri moscato di scanzo

Poi non ho resistito a fare una foto al Moscato di Scanzo 1985… mi piacerebbe assaggiarlo dato che è quello del mio anno di nascita. Non ne sono sicura, ma credo che potenzialmente possa regalare ancora grandi soddisfazioni… 😍

villa pagnoncelli moscato di scanzo

Villa Pagnoncelli Folcieri: la degustazione del Moscato di scanzo… e non solo!

Ombra rossa | Francesca ci ha raccontato che inizialmente è stato prodotto per il solo consumo familiare… mi vien da dire che è stata una vera fortuna che lo hanno iniziato a proporre al pubblico perchè è davvero buonissimo e ha un incredibile rapporto qualità prezzo! Non mi stupisce che ha avuto un successo enorme e sono stati “piacevolmente costretti” ad aumentare la produzione! Viene elaborato da uve 10% moscato e 90% merlot, ma il moscato si sente moltissimo soprattutto al naso. Ha delicati profumi di rosa, frutti rossi e pepe nero. Grande struttura, grande morbidezza e un accento zuccherino. Le uve di merlot sono raccolte sur mature e valorizzano le uve moscato donando un corpo che lo rende perfetto per carne alla brace, arrosti, salumi e formaggi.

moscato di scanzo villa pagnoncelli ombra rossa

Moscato di Scanzo | Non è buono, è meraviglioso. M E R A V I G L I O S O. Un vino come il Moscato di Scanzo di Villa Pagnoncelli dovrebbe essere in cima a quelle eccellenze di cui la Lombardia dovrebbe andare molto fiera. Si presenta di un bellissimo rosso rubino intenso, consistente. Il naso è ampio ed elegante e si riconoscono note di  pino mugo, pepe nero di Giamaica (da non confondere col pepe nero “comune” ha sentori che richiamano i chiodi di garofano, ma più delicati), rabarbaro, cioccolato Criollo, foglie di tabacco, rosa essiccata, marasca sotto spirito e cannella. Il suo punto di forza è l’equilibrio: la spiccata acidità stempra il suo residuo zuccherino donandogli una piacevolezza unica. Grande struttura e una persistenza pressochè infinita che lo rendono adatto ad abbinarsi con certi cioccolati 100% come il Criollo di Domori. Tuttavia concordo con Francesca: con i formaggi erborinati e i paté è un’esperienza mistica… in particolare con il paté di vitello è stato incredibile! Come si abbinerà con la mia cucina di pesce? 😍

Eh no, non mi venite a dire che il Moscato di Scanzo con il pesce non funziona! Ho vinto il premio come miglior wine blogger d’Europa nel 2017  categoria abbinamento cibo-vino proprio perchè mi piace sperimentare… e normalmente ci prendo anche! Quindi aspettatevene delle belle… 😜

villa pagnoncelli folcieri moscato di scanzo

Grappa di Moscato di Scanzo | A me la grappa non piace. O meglio, apprezzo solo certe grappe barricate… eppure questa grappa di Moscato di Scanzo è così buona che ne ho fatto un secondo assaggio. Il Mastro Distillatore Vittorio Capovilla non si smentisce mai… un genio assoluto che riesce a far piacere la grappa perfino a me! La distillazione delle vinacce dell’uva del Moscato di Scanzo avviene a bagnomaria in alambicchi di rame. Riposa per un anno in serbatoi di acciaio inox per poi essere diluita con acqua di sorgente fino a raggiungere il tenore alcolico di 43%vol. Non ci sono aggiunte, né di zucchero né di aromi. Provala col cioccolato fondente… o col caviale… 🤤

villa pagnoncelli folcieri

Rivederci e scoprire abbinamenti goduriosi insieme, una promessa!

Ho chiesto a Francesca di non lasciarmi nessuna bottiglia di Moscato di Scanzo: ci tengo che me lo porti lei personalmente a Monte Isola! Per questo ci siamo ripromesse di organizzare un pranzo o una cena a 4 a casa nostra e di sperimentare favolosi abbinamenti vino-cibo. Il mio piano? Proporre questo vino con un menu tutto di pesce e sfatare gli abbinamenti canonici che lo collocano tra formaggi erborinati e pasticceria secca… ho già in mente la piovra ubriaca cotta nella sua ombra rossa… 😝

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Cheers 🍷

Chiara

P.S. Come sempre ti invito a scorrere la pagina e lasciarmi un commento qui sul mio wine blog. Ti è piaciuto questo articolo? Hai mai visitato questa azienda? Conosci il Moscato di Scanzo? Parliamone insieme!

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