Domenica scorsa il mio fidanzato ha avuto la brillante idea (diamo a Cesare quel che è di Cesare!) di portarmi a una degustazione di Champagne organizzata da Marco Manzoli, in arte @vinogodi, al ristorante La Barrique di Poviglio, una ridente e sperdutissima località nella provincia di Reggio Emilia. Beh, abbiamo mangiato un pesce assolutamente delizioso e freschissimo! Nella foto di copertina il secondo: tagliata di tonno, spuma di pecorino, olio al basilico e pane croccante. Squisite anche le ostriche, l’unica cosa che non mi hanno entusiasmato sono state il gambero rosso e lo scampo… ma lì sono abituata troppo bene! Intanto grazie a Marco di avermi invitato… è stato un vero piacere conoscerlo, ho avuto l’opportunità di degustare champagne meravigliosi e questa esperienza mi rimarrà sicuramente nel cuore! Marco ha una cultura e una passione incredibili… per chi non lo sapesse è uno degli autori/degustatori di Doctor Wine di Daniele Cernilli e un accanito organizzatore di queste speciali degustazioni con bottiglie rare, talvolta introvabili. Eravamo in 10, un numero assolutamente perfetto per degustare bene e parlare con tutti. La perfezione sarebbe stata essere in un tavolo rotondo, ma anche così sono riuscita a intrecciare rapporti con persone squisite e grandi estimatori di buon vino! A questo proposito il medico mezzo francese Daniele Guarneri mi ha promesso di venirmi a trovare a Monte Isola con il mio vicino Lauro Ghizzoni e farmi un tiramisù squisito in 18 minuti! Io ci conto, eh! 🍨😋😋😋😋😋

Champagne: Dom Pérignon 2008

 

AOC | Pinot Nero 52% – Chardonnay 48% | Brut, 5 g/l | 8 anni sui lieviti | € 160

Da sapere.  Il Vintage 2008, presentato anche con un cofanetto in edizione limitata con le firme dei due Chef de Cave, celebra il passaggio di testimone tra Richard Geoffroy, Chef de Cave Dom Pérignon dal 1990, e Vincent Chaperon, suo braccio destro dal 2005 e dal 2009 nuova guida della cantina.

La mia degustazione. Si presenta di un bel giallo paglierino brillante con un perlate abbastanza fine e numeroso. Al naso è delicato e fine, con note di fiori d’acacia, burro crudo, Sedirea japonica, noce, miele. In bocca è intenso e coerente, la bollicina è cremosa e avvolgente. Ha una bella spalla acida e interessanti note minerali appena accennate. Il gusto della frutta secca è ancora più intenso. Grande struttura e lungo finale citrino.

Le mie opinioni. Giovane, giovanissimo. Per cominciare a emozionarmi, soprattutto in bocca, ha bisogno di almeno 3 anni ancora. 

 

Champagne: Louis Roederer “Cristal” 2008

 AOC | Pinot Nero 63% – Chardonnay 37% | Extra Brut, 8 g/l | € 240

Da sapere.  Il Cristal è uno degli Champagne più famoso al mondo e da tempo berlo è considerato uno status symbol. Il 71% delle uve proviene da vigneti Grand Cru. Il 25% fermenta in legno.

La mia degustazione. Si presenta di un bel giallo paglierino cristallino con un perlage fine, numeroso e persistente. Al naso è meno intenso e meno complesso del precedente e prevalgono spiccate note citrine, che si intersecano a note più dolci di burro fuso, nocciola tostata, erba gatta e un leggero finale di pietra focaia. In bocca è molto più interessante, con una piacevole bolla croccante e un gusto citrino che gli conferisce grande beva pur tradendo tutta la sua gioventù. Lungo finale amaricante.

Le mie opinioni. Giovane, giovanissimo. Molto, forse un po’ troppo, citrino. Comunque se al naso non mi ha convinto del tutto, ha una bevibilità eccezionale! Da riassaggiare tra 4/5 anni!

Champagne: Bollinger “R.D.” 2002

 AOC, 71% Grand Cru | Pinot Nero 63% – Chardonnay 37% | Extra Brut | € 250

Da sapere. Questa Maison, fondata nel 1829, è famosa per avere come cantine un intreccio di cunicoli sotterranei che meritano di essere visitati! Il suo nome R.D. significa Récemment Dégorgé, e ogni bottiglia viene degorgiata al momento dell’uscita dalla cantina. Questa annata è importante anche per essere il 50esimo anniversario dalla sua fondazione.

La mia degustazione. Si presenta di un bel giallo paglierino brillante con riflessi dorati. Il perlage è fine,  numeroso e persistente. Al naso è la materializzazione. del mio concetto di champagne, con quelle intense e complesse note ossidate di grande eleganza e finezza. Si riconoscono sentori di nocciola, crema pasticciera, zabaglione, viola, miele millefiori, pera candita, pane tostato poco imburrato che sfumano in un finale di sottobosco. In bocca entra morbido, con una bollicina cremosa, ma con una spiccata vena acida. Il finale, piuttosto sapido, è lunghissimo e lascia piacevoli sentori tostati.

Le mie opinioni Un prodotto semplicemente superlativo! Non è assolutamente paragonabile al Cristal, con cui condivide solo la stessa fascia di prezzo. Questo è assolutamente uno champagne da manuale, di quelli che piacciono a me!

 

 

Champagne: Salon “Le Mesnil” 2002

Grand Cru | Blanc de blancs | Brut | € 600

 

Da sapere. Questa straordinaria Maison produce una sola etichetta e solo quando l’annata è giusta. La prima annata prodotta è stata la 1905. Questa Maison lavora con i vigneron di una ventina di microparticelle di Chardonnay con piante di oltre 40 anni che le conferiscono uve di particolare pregio. Lo chef de cave Michel Fauconnet è lo stesso della Laurent-Perrier, ma qui le bottiglie prodotte non arrivano nemmeno a 60.000.

La mia degustazione. Si presenta di un bellissimo giallo paglierino intenso e brillante con riflessi oro. Il perlage è fine, numeroso e persistente. Al naso è elegante, con deliziose note di cioccolato bianco, vaniglia, menta, pepe rosa, fiori d’acacia. In bocca è intenso, freschissimo, perfettamente equilibrato e coerente, con una bollicina cremosa e avvolgente. Il finale è lunghissimo.

Le mie opinioni. Un prodotto meraviglioso, figlio di un’annata particolarmente straordinaria.

 

Champagne: Jacques Selosse “Les Lieux Dits – Les Carelles” 2002

Grand Cru | Blanc de blancs | Extra Brut | € 300

Da sapere. Nessuna uva conferita da altri vigneron: gli champagne firmati Jacques Selosse provengono solo dagli 8 ettari di vigneto di proprietà nei cru di Avize, Cramant, Oger, Le Mesnil-sur-Oger, Ay, Mareuil-sur-Aÿ e Ambonnay. L’annata 2002 è la prima in cui si abbandona la viticoltura biodinamica in funzione di una personalissima interpretazione della conduzione del vigneto. Le piante più antiche risalgono al 1922: si tratta di vigne di chardonnay quasi centenarie! 😍 La collezione Lieux Dits comprende 6 cuvée ottenute da 6 diverse particelle che ci fanno assaporare l’espressione del territorio. In particolare Led Carelles proviene dal vigneto di  Le Mesnil-sur-Oger.

La mia degustazione. Si presenta di un bellissimo giallo dorato brillante con un perlage finissimo, numeroso e persistente. Al naso è particolarissimo ed elegante, con un’intensissima nota di zabaione, mandorle, pistacchi, ostrica, cioccolato crudo. In bocca è coerente, ampio, con un perlage cremoso e avvolgente. La sua grandissima spalla acida mi lascia intuire che ha un ottimo potenziale d’invecchiamento. Finale lunghissimo.

Le mie opinioni. Di tutti è stato quello che più mi ha emozionato. L’ho trovato semplicemente perfetto nell’aderenza al mio gusto personale.

Champagne: Billecart-Salmon Le Clos Saint-Hilarie 1999

 AOC | Blanc de noirs | Brut | € 390

Da sapere. Nasce da vigneti condotti in modo convenzionale impiantati nella creta e in rocce calcaree porose, in un vigneto chiuso di un solo ettaro dove passano solo i cavalli da lavoro.  La vinificazione avviene in botti di rovere. Ogni bottiglia viene numerata a mano.

La mia degustazione. Si presenta di un bel colore oro antico, con un perlage molto fine e numeroso. Appena versato aveva un forte odore di broccolo, ma lasciato nel bicchiere è migliorato tantissimo. A distanza di una decina di minuti ik naso è intenso, particolare ma piacevole, forse un pelino stucchevole. Note di confettura di lamponi, anacardi, formaggio erborinato e pan brioche si intrecciano con un’espressione ruvida. In bocca entra molto sapido e aumenta la salivazione. La bollicina è fine. Fresco, mantiene il carattere ruvido riscontrato al naso. Comunque più piacevole da bere che da annusare. Lungo finale di fragole di bosco in confettura.

Le mie opinioni. Un prodotto che non mi ha fatto impazzire, ma probabilmente ha solo bisogno di tempo. Per chi ama gli eccessi, anche nelle bolle.

 

Champagne: Dom Perignon Œnothèque 1996

 Brut | € 450

Da sapere. Si può definire una bottiglia rara, anche perché oggi la linea Œnothèque è stata sostituita dalla linea P2. Non è la quintessenza della linea in quanto la bottiglia ha le scritte argento e non oro (tra le due c’è una sostanziale differenza di prezzo, diciamo di quasi il doppio!). La differenza? A Champagne la Œnothèque è la parte di cantina dove riposano i vecchi millesimi… e tra questa bottiglia e quella col fregio dorato ci sono circa 20 anni di affinamento! Nel nostro caso questa bottiglia si è fatta circa 7 anni sui lieviti come accade per i Dom Pérignon Vintage, poi viene lasciato il tappo a corona e tappata. col sughero e affina ancora circa 7 anni. A questo punto si procede con un degorgement manuale e un dosaggio in realtà extra brut. 

La mia degustazione. Si presenta di un bel giallo paglierino chiaro con un perlage finissimo e numeroso. Già il colore ci lascia intuire che ha un grande potenziale di invecchiamento: è il colore di uno champagne bambino! Il naso è delicato e complesso, con note di nocciola, cumino, cioccolato al latte, pane tostato con un velo di burro appena scaldato, rosa essiccata e maracuja. In bocca entra citrino e iodato, ben dosato, equilibrato tra morbidezze e durezze, molto fresco e con un delizioso e lungo finale di buccia di arancia candita.

Le mie opinioni. Un prodotto capace di incantare anche il più scettico nei confronti di questa Maison di Champagne! Assaggiato a metà agosto, ho trovato questa bottiglia ancora migliore e con tantissime potenzialità di evoluzione in più. Merito sicuramente della conservazione, più idonea della mia che, ahimè, ha vissuto qualche trasloco!

Champagne: Krug Collection 1990

 AOC | Pinot Nero 40% – Chardonnay 37% – Pinot Meunier 23%  | Brut | € 900

Da sapere. Questa bottiglia è figlia di un’annata con un clima complesso: prima un inverno particolarmente mite, poiuna primavera ricca di gelate e infine un’estate calda e soleggiata. 

La mia degustazione. Si presenta di uno stupendo giallo oro intenso con un bellissimo viraggio oro antico. Al naso è intenso ed elegantissimo, con quei deliziosi sentori evoluti e ossidati che tanto amo. Si riconoscono frutta secca, fragole in confettura, nocciola e noce moscata, caffè, cedro candito, miele. In bocca entra pieno, ampio, vellutato e ancora freschissimo. La bollicina è cremosissima. Il finale, di burro aromatizzato con scorze d’arancia, è lungo e avvolgente.

Le mie opinioni. Che champagne meraviglioso! Sicuramente il clima ha influito nella struttura e nei profumi di questa cuvée che, per me, ha un potenziale di evoluzione inferiore di altre. Da un punto di vista di perfezione sicuramente il migliore, ma a me Selosse continua a raccontarmi qualcosa di più, lo trovo assolutamente più interessante. Ma ne berrei un altro bicchiere ora, per sfatare quello che ho appena detto… 😍

All’appello manca solo il Krug 1996 che purtroppo era da buttare a causa di un sentore fungino che era sgradito tanto al naso quanto in bocca. Un peccato versare nella sputacchiera una bottiglia così, ma sarebbe stato ancora peggio berla! 😅

 

Non abbiamo bevuto solo Champagne… ma dato che ho in progetto un articolo didattico sulla Borgogna dei 2 “bambini rossi” te ne parlerò presto!

 

In breve è stata una degustazione di Champagne davvero speciale… che mi ha fatto innamorare perdutamente di Selosse tanto che spero di andare in Francia presto ad approfondire questa realtà. Tu hai mai bevuto qualcuna di queste bottiglie? Cosa ne pensi? Ti invito a lasciarmi un commento sul blog per confrontarci insieme!

 

Cheers 🥂

 

Chiara

 

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