Al Vinitaly 2019, come sempre, ho preso un sacco di appunti… e sfogliando oggi la mia Moleskine Wine Journal avevo solo deciso di scrivere un articolo “generico” sulle migliori degustazioni che ho fatto quest’anno. Eppure, pagina dopo pagina, parola dopo parola, si materializzava in me un articolo infinitamente più interessante: un’ode agli 8 vini dell’Emilia-Romagna che mi hanno rubato il cuore.😍 I vini non sono in ordine di preferenza, tranne la Vitalba che è al primo posto perché è il primo posto che merita: non è stato solo il miglior assaggio dell’Emilia-Romagna, ma del Vinitaly 2019 in generale: e se la gioca col Télos 2015 di Tenuta Sant’Antonio (leggi l’articolo su questa splendida verticale dedicata al matrimonio garganega-chardonnay QUI).

Vinitaly 2019/1: Tre Monti, “Vitalba” Romagna Albana DOCG secco in anfora 2017

Romagna | albana 100% | 14,5% vol |  15€

Quanta ignoranza enologica del territorio romagnolo ci vuole per dire che l’Albana buona non esiste? Me ne vengono in mente alcune, una più buona dell’altra! Ma ce n’è una che per me le supera tutte: ed è proprio questa di Vittorio, Sergio e David Navacchia! Per me i 94 punti di Wine Enthusiast o i 90 punti di Veronelli sono pochi, sei avvisato!

“Non così umilmente ti si dovrebbe bere, bensì berti in oro, per rendere omaggio alla tua soavità!” Imperatrice Galla Placidia, quando diede il nome a Bertinoro dopo aver bevuto dell’albana prodotta da vigneti locali in una rozza brocca di terracotta.

In un vigneto del 1983 nei colli di Imola, a 100 mt sul livello del mare e su un terreno prevalentemente argilloso, sono impiantati 4500 ceppi/HA che hanno una resa di 2 kg ciascuno. La vinificazione avviene senza aggiunta di lieviti selezionati e senza controllo della temperatura in anfora georgiana -kvevri- da 470 litri. La macerazione dura, a seconda dell’annata, da 70 a 120 giorni.

Si presenta di un giallo dorato intenso e brillantissimo con riflessi che tendono al bronzo. Il naso è un susseguirsi orgasmico di sensazioni, una più piacevole dell’altra: miele, idrocarburi, camomilla, albicocca, zenzero danzano insieme con grande armonia. In bocca vanta un equilibrio perfetto tra acidità e morbidezza, non stanca e, nonostante la struttura importante, un sorso tira l’altro. Lungo finale di pesca gialla matura.

Vinitaly 2019/2: Randi, Burson “Randi selezione” etichetta nera 2015

Romagna | uve Longanesi 100% | 14,5% vol | 11 €

Qui gioco in casa con un vitigno romagnolo che pochi conoscono: le uve longanesi. Era il 1956 quando in provincia di Ravenna si impiantava il primo vitigno, “salvato e diffuso” grazie ai nipoti di Antonio Longanesi. Nel 1913 il nonno aveva scoperto un tralcio di vite attorno una quercia nella sua proprietà e aveva provato a fare un vino di casa con un risultato al di sopra delle aspettative, che riscosse un grande successo tra parenti e amici. Dal 1998 a Bagnacavallo si produce il vino Bursôn, che non è altro che il soprannome della famiglia Longanesi. Oggi il Bursôn è prodotto da circa 30 produttori del Consorzio “Il Bagnacavallo”, nell’omonimo comune in provincia di Ravenna. Le uve longanesi vengono raccolte una parte al giusto grado di maturazione e un’altra parte dopo l’appassimento in pianta. Il vino Bursôn di Massimo Randi fa 24 mesi di affinamento in legno, si assemblano 5 tagli provenienti da diverse botti, 2 francesi di secondo passaggio, 2 francesi di primo passaggio e 1 botte canadese nuova che dà il sentore vegetale.

Si presenta di un bel rosso rubino intenso e impenetrabile e roteando il bicchiere si mostra molto consistente. Il naso è delizioso, con note di cioccolato, cacao amaro, pepe nero, cannella, sottobosco, fungo porcino e cuoio. In bocca presenta un buon equilibrio tra freschezza e morbidezza, ma con una grande spalla acida. Intenso, elegante, piacevolissimo e con un tannino avvolgente. Lungo finale speziato. Per me è perfetto da solo… ma se proprio lo vuoi abbinare prova con la cacciagione! 🤤😍

Vinitaly 2019/3: Monte delle Vigne, “Fai bei sogni” Emilia IGT bianco 2015

Emilia | petit manseng 100% | 13,5% vol |  40€

Sono capitata in questa azienda “fuori dai miei programmi” col mio amico e collega Morris di Vino per Passione grazie all’ottimo lavoro svolto dall’agenzia di Parma Jac Le Roi. Beh devo dire che è stata una piacevolissima scoperta e non innamorarsi del suo enologo è assolutamente impossibile!

Di questo vino sono prodotte appena 6.000 bottiglie da un ettaro di vigneto ad alta densità con un’età media delle piante di circa 30 anni. Ha un’acidità quasi da Riesling!

Si presenta di un giallo paglierino intenso con brillanti riflessi oro verde. Al naso è un intreccio di freschi profumi agrumati in cui spicca il cedro, per poi fondersi a note di yogurt bianco con miele d’acacia, frutto della passione molto maturo, basilico e un finale di idrocarburi. In bocca è molto acido, quasi tagliente, ma è reso piacevole da una buona morbidezza. Lo caratterizzano eleganza e coerenza, ma anche una grande sapidità e un lungo finale minerale. Si abbina perfettamente al crudo di scampi.

Vinitaly 2019/4: Fattoria Nicolucci, “Vigna del Generale” Romagna Sangiovese DOC 2016

Romagna | sangiovese 100% | 14,5% vol |  27€

Alessandro Nicolucci è forse il produttore che più ha dato lustro al Sangiovese di Romagna al di fuori della Romagna, che si sta “nobilitando” anche grazie al suo meraviglioso lavoro.

Che la Romagna è quasi sempre incapace di vendere i suoi vini al prezzo che meritano è cosa nota, ma quando sento dire che in Romagna si beve male mi esce il fumo dal naso! 😤 Ad avercene di vino sangiovese di questo livello in giro per l’Italia… e non me ne vogliano le denominazioni più blasonate!

Si presenta di un rosso rubino intenso e trasparente. Roteando il bicchiere forma archetti molto vicini e regolari. Al naso è intenso, complesso, elegante e fine con note speziate di tabacco che si intrecciano a quel sentore tostato del caffè appena macinato e alle note fruttate della marasca, da fresca a sotto spirito. In bocca è elegantissimo, morbido e freschissimo, con un tannino ben amalgamato fuso in una struttura importante. In omaggio alla nostra terra lo berrei in abbinamento ai cappelletti di magro al ragù.

Vinitaly 2019/5: Valtidone, Malvasia Frizzante “50 vendemmie” 2018

Emilia | malvasia bianca di Candia aromatica 100% | 11% vol | 5,50 €

In un’era enofighetta dove il vino frizzante è visto quasi con sospetto, soprattutto se costa poco e nessuno canta alle viti la nona di Beethoven o l’ultima di Rihanna, ho deciso di proporti tra i miei migliori assaggi del padiglione Emilia-Romagna una Malvasia frizzante di cui ti sfido a non innamorarti.

Si presenta di un bel giallo paglierino brillante con una bollicina fine e numerosa. Naso profumatissimo e intenso di cui è impossibile non innamorarsi, con i sentori tipici della malvasia, tra cui spicca l’albicocca sia fresca sia in confettura. In bocca entra cremosa, fresca, aromatica e di grande piacevolezza. Si abbina divinamente alla pancetta piacentina DOP, in un modo in cui la stessa malvasia in versione ferma non potrebbe mai riuscirci. Del resto il legame tra vino e tradizione gastronomica di un territorio è indissolubilmente scritto nella storia, perché spezzarlo per compiacere qualche moda?

Vinitaly 2019/6: trerè, “Amarcord d’un bianc” romagna albana DOCG secco in cemento 2017

Romagna | albana 100% | 13% vol |  15€

Un’Albana di Romagna completamente diversa quella che hanno presentato al Vinitaly 2019 Morena Trerè e Massimiliano Fabbri, che mi è piaciuta perché mi ha ricordato l’infanzia col mio adorato nonno Mario. Mai nome fu più azzeccato: “Amarcord d’un bianc”, in romagnolo significa “mi ricordo di un bianco” e in effetti questa albana mi è sembrata un inno alla tradizione, all’albana come si faceva una volta… che sia per questo che Morena l’ha dedicata a Valeriano, suo padre?

Certo è che è “l’Albana”, quella vera, rustica, piacevole e, nonostante la sua alcolicità importante, davvero godibile. Del resto per me l’Albana è un vino rosso “travestito da bianco” e per questo si abbina benissimo a tutta la pasta fresca con sughi saporiti tipici della nostra terra… ma anche alla nostra classica grigliata di carne sta benissimo!

Si presenta di un bel giallo paglierino intenso e brillante. Roteando il bicchiere lascia intuire tutta la sua consistenza. Il naso è tipico dell’albana, con note floreali delicate di lavanda, magnolia e biancospino che incontrano un’albicocca freschissima. In bocca è “carica”, con una buona acidità nonostante una pseudocalorica ben presente. Ha bisogno di ancora qualche mese di bottiglia per esprimersi al meglio.

 

Vinitaly 2019/7: Quinto Passo, Riserva di Famiglia 2010

Emilia | 12% vol | lambrusco di Sorbara 100% |  non in vendita al pubblico

Quando Marco Chiesa mi presenta questa “riserva di famiglia” di cui esistono solo 200 bottiglie in formato magnum divento più curiosa di un macaco quando guarda un uomo cucinare (perchè se non lo sai i macaco giapponesi salano le verdure con acqua di mare, abitudine appresa osservando gli uomini)! 🤤🤣 Di lui si sà che proviene da uve di proprietà del vigneto Sozzigalli, che presenta piante di oltre 120 anni e la sboccatura è stata fatta nel 2015. Il dosaggio è ignoto.

Si presenta di un belliissimo rosa buccia di cipolla brillante, con un perlage finissimo e numeroso. Il naso, elegante e molto persistente,  non è quello tipico della sorbara: è molto morbido, con profumi di frutta in confettura e spezie dolci. In bocca invece senti tutta l’espressione del vitigno, con un’acidità spiccata che non lascia trapelare nulla della sua età. Perfetto l’abbinamento con il crostino all’acciuga Nardin del Mar Cantabrico, su un ricciolo di burro aromatizzato con lo zenzero fresco.

Vinitaly 2019/8: de mastro, “sfumato” Forlì igp rosato

Romagna | sangiovese 100% | 13% vol |  9€

Un’azienda nuovissima che coltiva la vite da tantissimi anni e, di recente, ha deciso di uscire con una sua linea di vini romagnoli biologici quotidiani di buona qualità. Merita considerazione perché, a differenza di tante aziende “tanto fumo e poco arrosto” qui si fanno pochissime chiacchiere… ma l’arrosto è buonissimo!

Al Vinitaly 2019 Gianni De Mastro ha presentato per la prima volta il suo vino rosato da uve sangiovese “sfumato”, che per me è in assoluto il vino migliore della sua produzione. La bottiglia qui a fianco l’ho bevuta a casa di mamma, in abbinamento alle tagliatelle con sugo di strigoli (mi dispiace ma le tagliatelle sono sparite in un attimo e per la foto erano rimasti giusto i pomodori in insalata… 🤤🤣

Si presenta di un bellissimo rosa buccia di cipolla molto carico e brillante. Al naso è intenso, elegante e i profumi sono particolarmente nitidi, anche se non è particolarmente complesso. Deliziose note di piccoli frutti rossi, pepe bianco e rose appena sbocciate si presentano tanto al naso quanto in bocca. Notevole la spalla acida, che gli conferisce una freschezza capace di farlo abbinare benissimo sia alla nostra amata piadina con i salumi di Mora Romagnola, sia alla pasta fresca… ma fidati che anche come aperitivo va giù che non te ne accorgi, tra una chiacchiera e l’altra!

Ora sono curiosa di sapere se conosci qualcuno di questi vini… e quali sono stati i tuoi migliori assaggi del Vinitaly 2019!

Cheers 💪🍷

Chiara

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