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Una delle mie più grandi passioni è il vino spumante metodo classico e per questo ogni giorno cerco di ampliare la mia cultura su questa tipologia. In particolare ho una missione: assaggiare tutti i vini spumanti metodo classico italiani. Per questo quando Federica di Aroma Wine Bar Enoteca di Tortona mi ha proposto di scrivere insieme questo articolo dedicato a questa tipologia mi sono totalmente affidata alla sua passione per scoprire bollicine che non avevo mai assaggiato. Tra la sua ampia selezione poteva propormi sicuramente qualcosa di più facile e convenzionale come un Franciacorta DOCG o un Alta Langa DOCG per rimanere in Piemonte, e invece ha deciso di stupirmi con 3 vere chicche senza una denominazione forte dietro ma capaci di emozionare anche il winelover più convenzionale. Per proporre un vino spumante elaborato da uve arneis, timorasso o durella ci vuole coraggio… oppure una grande competenza e Federica per me le ha entrambe. Quindi grazie, grazie e ancora grazie!

vino spumante torque uve durella

Vino spumante: Torque 2015, Tenuta Dalle Ore

Il primo vino spumante di cui voglio condividerti i miei appunti di degustazione è anche quello che mi è piaciuto di più: Torque di Tenuta Dalle Ore spumante metodo classico da uve durella (lo puoi comprare QUI). L’ho trovato INCREDIBILE. La durella è un vitigno a bacca bianca autoctono del veneto, precisamente del veronese. Vigorosa e produttiva, caratterizzata da una grande sapidità e una persistente freschezza, si presta bene a produrre vini spumanti in purezza, soprattutto metodo classico che possono affinare a lungo sui lieviti. Conosciuta principalmente per una DOC collocata tra Verona e Vicenza, il Monti Lessini Durello DOC, si vinifica come Durello, Durello Superiore, Durello Passito e Durello Spumante. Ed è proprio di quest’ultima tipologia che mi voglio occupare oggi.

Per una serie di interessanti motivi il Durello Spumante che ha preso piede fuori dalla sua zona d’origine è la versione Metodo Charmat e, al di fuori di un pubblico di appassionati ed intenditori, è quasi impensabile pensare al Durello Spumante come una valida alternativa alle denominazioni più blasonate. Sicuramente tra le ragioni per cui il Durello Spumante Metodo Charmat ha avuto più successo è il prezzo. Una bottiglia di Torque Durello Metodo Classico Pas Dosé 2015 costa nell’Enoteca di Federica 33€ che non è proprio un “primo prezzo” se si parla di vino spumante italiano. Tutti i consumatori di vino “accettano” di spendere circa 30€ per una bottiglia di Champagne, anche il consumatore medio che per una ricorrenza speciale vuole stappare un vino capace di identificarsi in uno status symbol per fare bella figura. Accettare di spendere più di 30€ per un vino spumante metodo classico di un “figlio di un Bacco minore” è da intenditori sinceramente appassionati.

La mia degustazione. Si presenta giallo oro intenso con riflessi bronzo. La bollicina è finissima, numerosa e persistente. Il naso è pazzesco, intenso, elegante e con quei sentori maturi che mi fanno perdere la testa. Riconosco note di zabaione, ganache al cioccolato, liquirizia dolce, scorza d’arancia candita ricoperta di cioccolato bianco. In bocca è setoso, fresco, coerente, elegante e con un lungo finale di zabaione. Perfetto da abbinare alle ostriche, a funghi e tartufi e formaggi grassi.

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vino spumante metodo classico Arneis nebbiolo

Vino spumante: Maccagno Brut

Il secondo vino spumante che mi ha proposto Federica di Aroma Wine Bar Enoteca di Tortona è interessante almeno quanto il Torque, soprattutto per i vitigni da cui viene elaborato. Un vino piemontese che riscrive le potenzialità del nebbiolo come grande vitigno da spumantizzazione in bianco e, soprattutto, dà un ruolo da protagonista a un vitigno che nella spumantizzazione metodo classico è sicuramente considerato ancora (purtroppo) un fanalino di coda di tutta la produzione da uve autoctone: l’arneis. Probabilmente, se non vivi in Piemonte, non hai mai assaggiato un vino spumante da arneis. Anzi, potresti averlo assaggiato in versione charmat come sostituto di spritz o di un “prosecchino” da bar (che nulla hanno a che vedere con quel prosecco che adoro e di cui ti ho parlato tanto spesso!). Federica è stata capace di propormi invece un Maccagno Brut (lo puoi comprare QUI) “da paura” elaborato da uve 70% arneis e 30% nebbiolo che affina sui lieviti per ben 60 mesi. Ci tengo a sottolineare che anche se è commercializzato come Brut (sicuramente per esigenze di comunicazione), si tratta di un Pas Dosé perchè non è stato fatto nessun dosaggio dopo la sboccatura.

La mia degustazione. Si presenta giallo paglierino brillante con un perlage numerosissimo, finissimo e particolarmente persistente. Il naso è fine, delicato ed elegante con note di cioccolato bianco, timo limonino, gelsomino e cedro candito che sfumano in un finale di pasticceria. In bocca ha una grande spalla acida ben bilanciata da una complessiva morbidezza. Struttura e persistenza con qualche nota piacevolmente ossidata sul finale di bocca. Graditissimo potenziale di evoluzione di questa sboccatura di luglio 2019. Ti consiglio di comprarne un cartone, bertene un paio subito e farne fuori una all’anno fino al 2025 per sentire come evolve questa sboccatura così riuscita.

vino spumante metodo classico timorasso

Vino spumante: Mon Cavaré Brut, Mandirola

L’ultimo vino spumante che mi ha piacevolmente stupito è elaborato da uve timorasso. A questo proposito ti segnalo QUESTO ARTICOLO che ho scritto sempre grazie a Federica con una bella degustazione di Derthona Timorasso e un vino naturale da uve timorasso. Già in pochi abbiamo in testa le straordinarie potenzialità del timorasso vinificato come vino bianco, in meno ancora lo immaginiamo spumante. Eppure questo vitigno si presta tantissimo alla spumantizzazione metodo classico grazie alla sua acidità e al suo grado zuccherino. Il Mon Cavaré di Mandirola (che puoi comprare QUI) è una piccola chicca per gli amanti di questo vitigno che cercano un equilibrio tra rotondità olfattiva e verticalità gustativa.

La mia degustazione. Si presenta di colore giallo paglierino brillante con un perlage fine, abbastanza numeroso e persistente che forma una spuma evanescente. Al naso è intrigante con note di croccante di  mandorle, cacao amaro, mandarino candito e qualche sfumatura di erbe aromatiche. In bocca è fresco, sapido, verticale, croccante, coerente e persistente. Pulisce molto bene la bocca.

vino spumante metodo classico vitigni autoctoni

Metodo classico da vitigni autoctoni: un’opportunità o una moda?

Con queste degustazioni sono convinta di aver risposto, almeno in parte, a una domanda che mi fate spesso: elaborare vino spumante da vitigni autoctoni è un’opportunità o una moda? Conosco tanti puristi del metodo classico che sicuramente opterebbero per la seconda ipotesi. La mia tesi invece è molto più cauta e aperta al nuovo: i vitigni autoctoni sono potenzialmente una grande opportunità, a parte di non avere la presunzione di voler spumantizzare a tutti i costi qualunque cosa. Fino a qualche anno fa era raro trovare in Italia fuori dalle denominazioni blasonate degli spumanti metodo classico, ancora di più da vitigni autoctoni. Sicuramente molte cantine hanno sperimentato questa tipologia anche grazie al successo del settore sparkling, che si impone nel mercato anno dopo anno. Poi probabilmente non si aspettavano nemmeno loro i risultati che hanno ottenuto e questo li ha portati a crederci davvero. Ho assaggiato da nord a sud spumanti metodo classico elaborati da vitigni autoctoni pazzeschi e sicuramente il Torque da uve durella è uno di quelli che più mi ha emozionato.

Non posso fare a meno di credere che abbiamo importato dalla Francia il suo modello di spumantizzazione che prevede anche i suoi vitigni e probabilmente la capacità di fuoco ampeleografica italiana merita di creare un proprio modello fatto di vitigni autoctoni e dosaggi zuccherini pressoché inesistenti. Su questa linea oso affermare che forse la vera moda è utilizzare proprio lo chardonnay e il pinot nero nell’elaborazione del vino spumante italiano: una moda garantista del risultato sia in termini di qualità sia in termini di apprezzamento.

Cari colleghi, cari appassionati osate e scegliete un vino spumante italiano da uve autoctone. In questo articolo ve ne ho presentati tre diversi davvero validi, dovete solo scegliere quello che è più nelle vostre corde e dargli la possibilità di dimostrarvi che la durella, l’arneis e il timorasso non hanno nulla da invidiare ai più blasonati cugini d’oltralpe.

Cheers

Chiara

PS grazie ancora a Federica di Aroma Wine Bar Enoteca di Tortona per avermi ispirato questo articolo dedicato (ancora una volta) ai vini spumanti metodo classico elaborati da uve autoctone locali.

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