Anche oggi mi ero programmata di pubblicare un altro articolo… ma ho deciso che ti parlerò domani dell’abbinamento cibo-vino più favoloso di sempre. Oggi voglio raccontarti qualcosa di me e, nel contempo, rispondere alla domanda che spesso ho ricevuto da quando faccio questo lavoro: perchè hai scelto di fare la wine blogger e non sei diventata giornalista enogastronomica? Diventare giornalista… ci ho pensato eccome! Scrivere vista lago è sempre stato il mio sogno fin da bambina. Ancora quando non sapevo di cosa avrei scritto, sapevo che avrei scritto per vivere. Scrivere mi rende davvero felice.

Giornalista o blogger?

Ci sono tanti modi di scrivere e io credo che ci sia tantissima ignoranza sulla terminologia in tutti i mondi. Blogger e giornalista per prima cosa sono professioni diverse. Certo esistono giornalisti che sono anche blogger, ma se leggi un blog scritto da un giornalista avrà sempre un taglio diverso e, facilmente, sarà più orientato a riportare anche eventi di attualità. A me, francamente, dell’attualità me ne frega ancora meno del risultato di una partita di calcio. Non mi interessano le “ultime notizie” di cantina tizio, consorzio caio o personaggio sempronio. Non guardo la televisione, l’unico quotidiano che leggo è il report del Sole 24 ore e i pettegolezzi non li faccio né dalla mia parrucchiera né dalla mia estetista. Il giornalista, per definizione, si occupa di attualità, cronaca, inchieste… in pratica il suo lavoro è scrivere articoli, editoriali o reportage e pubblicarle su mezzi di comunicazione di massa (TV, giornali, web). Il blogger tiene un diario in rete, un suo spazio, che può essere tematico o generalista, dove scrive le esperienze che vive più o meno quotidianamente. Ovviamente nel caso di un blog tematico, come ad esempio questo wine blog, le esperienze che ti racconto quotidianamente sono legate al vino e al cibo. Anche perchè non credo ti interessi più di tanto sapere che ieri ho portato le giacche in lavanderia… no?

Diventare giornalista: perchè per me è stato un “ma anche no!”

Partiamo proprio dal gusto personale: a me piace raccontare esperienze e, allo stesso modo, mi piace leggere e ascoltare esperienze. Quindi il motivo principale per cui non sono diventata giornalista è che il cosiddetto “taglio giornalistico” non è nelle mie corde.

Tuttavia questa non è l’unica ragione, anzi. Vedo il mondo del giornalismo come un teatrino di buffi soggetti che in un qualche modo infangano i veri professionisti per rubare qualche briciola di notorietà o economica. Perchè in entrambi i casi di briciole si tratta. Il primo caso che mi viene in mente è una persona che conoscevo molto molto bene che si era iscritto all’albo dei giornalisti per scroccare qualche ingresso al Vinitaly e qualche fetta di salame alle anteprime. Poi mi aveva detto che aveva vantaggi fiscali e previdenziali, ma di questo non so dirti perchè non ho mai approfondito. Di certo posso confermarti che quel tesserino lo faceva sentire meno un fallito nella vita quotidiana. Curioso però che lui non scrivesse proprio per nessun giornale e quando doveva dimostrare di essere davvero un giornalista elemosinava dichiarazioni di articoli che avrebbe scritto di qua o di là e ovviamente non esistevano.

Ora, quando io mi sveglio la mattina sono generalmente di buon umore, ma oggi ho il ciclo e quindi ti chiedo scusa a priori se questo articolo è un po’ più polemico del solito. Quando ho letto il whatsapp di Franco Ziliani dove mi segnalava questo articolo in cui è riportato il giudizio del Consiglio di Disciplina Territoriale dell’Ordine dei Giornalisti non sapevo se ridere o se piangere. Giuro. Per me è sacrosanto che esista un Consiglio di Disciplina che controlli l’operato di chi è iscritto all’ordine. Quello che non mi è chiaro è perchè questo Consiglio di Disciplina permetta a rubapasticcini vari ed eventuali di appartenere all’albo anche se l’unica cosa che fanno è scroccare tutto quello che riescono in cambio di articoli che non scriveranno mai. E quanti ne ho conosciuti di questi soggetti ai vari eventi! Poi non so se è vero che riescono ad ottenere anche vantaggi fiscali e previdenziali, il lui in questione mi diceva di sì.

Ora, se è vero che Franco Ziliani è stato giudicato per aver usato un tono sbagliato con Laura Donadoni per me abbiamo 3 problemi da non trascurare:

  1. Franco ha sbagliato a commentare la magrezza di Laura? Sì, per me poteva evitarlo come ho scritto in questo articolo. Tuttavia anche Laura per me ha sbagliato a dire che il comportamento di Franco era assimilabile a una violenza sulle donne come ho scritto in quest’altro articolo. Quindi se l’Ordine dei Giornalisti voleva intervenire secondo me doveva farlo con entrambi. O si utilizzano due metri e due misure, o Franco con il suo sarcasmo ormai sta un po’ sulle palle a molti. Tuttavia questa “caccia alle streghe” un po’ forzata e forse veicolata da qualcosa o qualcuno secondo me nuoce all’immagine dell’ODG.
  2. Perchè la banda dei pasticcini o del salame che dir si voglia continua a scroccare imperterrita? Perchè fanno numero agli eventi e quindi sono utili nelle foto di repertorio? Perchè aumentano il numero totale degli iscritti e questo magari è un bene (non lo so, ipotizzo)? Perchè la Commissione disciplinare non disciplina anche i rubapasticcini scroccaeventi con tesserino?
  3. Se un blog oggi non ha ancora vincoli normativi e legislativi ed è soggetto di fatto a una autoregolamentazione perchè l’Ordine dei Giornalisti può intervenire in seguito a una qualsivoglia segnalazione sul contenuto di quello che non è assimilabile a una testata giornalistica? E se così fosse, perchè l’ODG non interviene anche sulla qualità dei contenuti di tutti gli iscritti all’albo? E qui non parlo in particolare del commento estetico inopportuno di Franco Ziliani o della supercazzola enologica di Laura Donadoni sui rispettivi blog, lo chiedo proprio in generale. Perchè?

Se ti piace questo articolo iscriviti alla mia newsletter o scorri la pagina per continuare la lettura dell’articolo!

Ecco perchè diventare giornalista è un qualcosa che non fa parte dei miei interessi: non mi sento né parte della banda dei pasticcini, né un’appassionata di attualità e gossip. Poi c’è da dire che non sento un grande bisogno di appartenenza in generale, anche se ovviamente se domani esisterà un ordine dei blogger probabilmente mi sentirò in dovere di farne parte. Soprattutto non concepisco l’idea di essere giudicata da qualcuno in un modo che trovo un po’ troppo politico. Quindi a tutti quelli che mi chiedono perchè preferisco essere “solo” una wine blogger, da oggi rimanderò a questo articolo.

Diventare giornalista, per chi ama questo stile di scrittura, è una cosa molto bella e accessibile anche senza laurea o scuola di settore. Diventare giornalista è una possibilità però che dovrebbe essere riservata solo a chi vuole svolgere davvero la professione, escludendo scrocconi e opportunisti di tutti i tipi.
Tutto questo ragionamento ovviamente non prescinde dal fatto che sul web dovremmo essere sempre rispettosi di chiunque e trattare con cortesia ogni persona e ogni argomento. Il fatto che un blog sia – almeno per il momento – una terra di nessuno non significa che le mancanze di rispetto devono essere tollerate in qualche modo. Per me una grande firma è quella di colui che riesce a coinvolgere un ampio pubblico con la qualità del contenuto sia in termini di forma sia in termini di sostanza, senza polemiche o vittimismi.

Poi però lo capisco: i drammi e i pettegolezzi fanno audience da sempre. Oggi Beautiful trasmette la 8.481esima puntata. Se Brooke e Ridge in 34 anni di soap opera si sono sposati/non sposati 11 volte mi aspetto che anche la liaison Ziliani-Donadoni non finisca qui…

Cheers 😇

Chiara 

Come diventare sommelier

(70 recensioni dei clienti)

Tutto quello che c’è da sapere sul vino in un solo libro. Il manuale è pensato per tutti gli aspiranti sommelier, ma è utilissimo anche per i “già sommelier” che vogliono ripassare, per i winelover che vogliono cominciare a dare basi concrete alla loro passione e per gli operatori di settore che vogliono guadagnare di più imparando sia a gestire la cantina del loro ristorante sia a vendere la bottiglia giusta ai loro clienti.

II Edizione: 1 dicembre 2019 – formato 16,5 x 24 cm, 430 pagine in bianco e nero, ISBN 978-88-943070-8-5 [IN VENDITA]

I Edizione: 31 ottobre 2018, formato 16,5 x 24 cm, 300 pagine in bianco e nero – ISBN 978-88-943070-1-6

 34,00 IVA inclusa!

Disponibile (ordinabile)

IN OMAGGIO, solo per chi compra il mio libro su Perlage Suite, una copia della Prima Edizione da Collezione della mia Guida Vini Spumanti "500 Bolle in 500", prezzo di copertina 25,30 €.

error: Questo contenuto è protetto da copyright ©Chiara Bassi perlagesuite.com